Campagna per la Sicurezza Stradale

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    Esercizio e tecnologie

    Fauna autostradale: il centrista

    di Autostradafacendo - SIAS

    È abbastanza noto che sul sito del Corriere della Sera c'è un blog gestito da Beppe Severgnini dal titolo "Italians". In questo ambito vi segnaliamo il breve testo "il centrista", un simpatico post che affronta in modo ironico l'attitudine degli italiani ad un utilizzo inefficiente delle corsie. Il "centrista" è evidentemente quella "specie che ha il suo habitat naturale nelle autostrade a tre corsie". Anche Autostradafacendo aveva cercato di trattare in modo ironico e surreale il tema del corretto uso delle corsie. È stata così realizzata una vignetta comportamentale con un personaggio impegnato a prendere il sole in autostrada, su una corsia di marcia piena di foglie ed uccellini, conseguenza del fatto che i "centristi" non sono soliti impegnarla. La vignetta è disponibile in questa pagina.

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    Esercizio e tecnologie

    Armi di distrazione di massa: 37.000 incidenti all'anno per guida distratta

    di Sergio Dondolini - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione portatili stanno rivoluzionando la nostra vita, spesso in meglio. Uno dei lati oscuri di questo fenomeno tecnologico e sociale è l'incidenza sulla distrazione alla guida, per cui i nuovi dispositivi tecnologici e di comunicazione si vanno a sommare alle precedenti ragioni di distrazione di chi dovrebbe essere impegnato alla guida. Nel seguito, una scheda che richiama le diverse problematiche approfondite nello spot:Potenziali effetti: Sono diversi gli studi che hanno esaminato gli effetti dell’utilizzo del cellulare durante la guida. Ciò che è emerso è che il rischio di incidente per chi utilizza tale dispositivo durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.Indicazioni del Codice della strada (art. 173): L'articolo 173 vieta di usare cellulari o smartphone alla guida, anche per mandare sms. Si può telefonare solo usando l'auricolare. Chi vìola queste disposizioni è soggetto a sanzione amministrativa da 161 a 646 euro e alla decurtazione di 5 punti patente.Leggi la scheda del MIT sulla distrazione alla guida e guarda il video su Carolina (1996 – 2016) facendo click sull'immagine. Cinque spot sulle principali cause di incidenti mortali dovuti ai comportamenti sulla strada: cinture anteriori e posteriori non allacciate, uso del telefonino alla guida, velocità e mancanza di attenzione agli altri utenti della strada, mancato uso del seggiolino per bambini, mancato uso delle luci in bicicletta. Dal 22 marzo 2016 è partita “Sulla buona strada” (#sullabuonastrada) la nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio dei Ministri rivolta a tutti gli utenti della strada. L’obiettivo è quello di mantenere alto il livello di attenzione, aumentando al contempo l’informazione diretta all’opinione pubblica sui rischi connessi all’uso dei veicoli e sull’importanza del rispetto delle norme del Codice della strada.Infatti, i dati Istat relativi al primo semestre del 2015 indicano una inversione del trend di diminuzione della mortalità in atto dal 2001 con un aumento dell’ 1,0 % del numero delle vittime, mentre confermano una diminuzione degli incidenti (-2,9%) e dei feriti (-3,8%). In particolare, fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni l’incidente stradale è la principale causa di morte. L'incremento del numero delle vittime, che si riscontra anche in altri Paesi europei come Francia, Germania e Gran Bretagna, vede allontanarsi l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime per incidente nel 2020 rispetto al 2010.“Tornare indietro è impossibile: resta sulla buona strada” è il claim utilizzato da “Sulla buona strada” 2016. Protagoniste sei persone diverse per cinque cause diverse che provocano incidenti mortali. L'obiettivo è quello di trasmettere un messaggio semplice ed efficace: la sicurezza sulla strada è responsabilità di ciascuno di noi. E ogni singolo, attraverso il proprio comportamento, è coinvolto e chiamato in causa personalmente.Per questo ogni protagonista della campagna con le proprie passioni, desideri e aspettative racconta come un comportamento sbagliato, dovuto alla distrazione o al mancato rispetto del Codice della strada, abbia influito per sempre sulla sua vita o se quella degli altri.Un'attenzione particolare è rivolta ai giovani attraverso il web e i social network: in particolare Twitter (dove ogni tweet tematico riporta l’hashtag #sullabuonastrada) e Facebook dove, per l’occasione del lancio della campagna, il MIT ha aperto una pagina dedicata (facebook.com/mit.gov.it).

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    Esercizio e tecnologie

    SMS alla guida: nuovi poteri per i poliziotti USA?

    di Autostradafacendo - SIAS

    Il senato degli Stati Uniti d'America sta valutando una norma che permette di verificare e sanzionare chi usa il cellulare, mentre è impegnato alla guida. Seguendo questo collegamento si può leggere la proposta di norma.La base sarà tecnologica, un dispositivo denominato "textalyzer" il cui compito sarà quello di aiutare la polizia a verificare se mentre guidavamo eravamo distratti usando il nostro smartphone. Messaggi, WhatsApp, post su Facebook, foto, selfie, telefonate, ricerche online e cinguettii saranno verificati tramite questa nuova tecnologia. La procedura di controllo dovrebbe essere la seguente: i guidatori coinvolti in un incidente dovranno sottoporre i loro cellulari al test, in modo da stabilire se ci stavano smanettando sopra prima dello scontro oppure no. In caso di rifiuto, si rischia la sospensione e poi il ritiro della patente. Sul versante opposto, invece, per la tutela della riservatezza dei titolari del telefono si dovrà garantire che "nessuna di queste scansioni elettroniche possa includere il contenuto o l'origine di ogni comunicazione, gioco condotto, immagine o dati visti sul telefono o il dispositivo portatile in questione".Ulteriori informazioni sono disponibili sui siti di: La Repubblica Il Corriere della Sera

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    Esercizio e tecnologie

    Educazione Stradale al grande pubblico della "Fausto Coppi"

    di Fabrizio Macciò – Polizia stradale di Genova

    Lo scorso 10 luglio, a Cuneo, si è svolta la “Fausto Coppi”, una gara ciclistica giunta oramai alla sua 29^ edizione che ha registrato una partecipazione di numerosissimi iscritti nonché di pubblico. All’evento era presente anche il Pullman Azzurro della Polizia di Stato dove i numerosi cittadini hanno potuto confrontarsi sulle norme di sicurezza alla guida.Appena allestito, il Pullman Azzurro è stato preso d’assalto da una settantina di bambini iscritti al circuito della Michelin che hanno iniziato il loro percorso sulla sicurezza con la lezione in aula tenuta da Flora e Federico, poliziotti sempre, professori per un giorno, per concluderlo con il Rally della Bisarca, un tracciato lungo il quale gli allievi ciclisti hanno messo in pratica le nozioni ricevute.Ai giovanissimi sono seguiti i ragazzi più grandicelli, interessati principalmente ai quiz del patentino, e gli adulti che hanno chiesto di cimentarsi nella simulazione dell’esame di teoria e nella prova dell’ubriaco.Tante sono state le domande su sostanze da abuso, autovelox e sistemi di segnalazione dei portabici a sbalzo, ma si è reso evidente la crescita di interesse per il pericolo causato dai telefoni alla guida, segno importante di una sempre maggiore consapevolezza sulle possibili conseguenze del fenomeno a scapito della sicurezza. “La Fausto Coppi” e il circo colorato degli stand di settore hanno fatto da cornice al Pullman Azzurro e ad una piazza Galimberti invasa da corridori e sostenitori provenienti da tutta Italia, oltreché da Francia, Spagna, Germania, Austria, Belgio e Olanda.E non è passata inosservata neanche la visita al Pullman della campionessa mondiale ed olimpica Stefania Belmondo.Terminata la premiazione sono tornati a salutarci coloro che hanno vissuto i due giorni della manifestazione assieme al Pullman Azzurro, e sono continuate anche in chiusura domande interessanti o sinceri apprezzamenti per la vicinanza delle Istituzioni.

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    Esercizio e tecnologie

    "Mari e monti": il Pullman Azzurro a Chiavari

    di Massimo Barletta – Polizia Stradale

    Sabato 30 luglio 2016 – h 7:20 del mattino. Il Pullman Azzurro fa passerella nel centro storico di Chiavari: Piazza Roma, Via Veneto e Piazza Matteotti (Ciassa de Carosse per i chiavaresi) dove lo aspetta il posto d’onore vicino alla fontana, all’ombra del monumento di Garibaldi che lo sorveglia, il Parco di Villa Rocca alle spalle, la passeggiata a mare in fondo al Corso e “caruggio drito”, il passeggio della città, che sbuca nella piazza. Alle 8 in punto, non appena diventa attiva l’isola pedonale, iniziano i preparativi e, quasi in contemporanea, decine di persone raggiungono la Piazza, affollandola. Per la città tanta gente in piazza non è un fatto insolito: il Gran Caffè Defilla, il Bar delle Carrozze e la Torrefazione Bocchia sono sempre frequentatissimi, ma è indubbio, la “corriera blu della Polizia”, come spesso viene chiamata dalla gente, fa sempre la sua figura e le moto storiche che per prime raggiungono il parco chiuso attirano tanti turisti che sono probabilmente al loro primo giorno di vacanza in Riviera. Dalle 9:30 in poi l’affluenza è davvero notevole, con i bimbi che fanno la fila per salire sulle moto della Polizia e gli adulti che si fermano, osservano, chiedono, s’informano e seguono in un silenzio talvolta quasi imbarazzante le “lezioni” sulla sicurezza stradale di Fabrizio, Stefano, Andrea e Riccardo. In tanti, davvero molti, chiedono di salire poi sul Pullman Azzurro, dapprima magari per semplice curiosità, poi letteralmente rapiti dai filmati che offrono le ricostruzioni tridimensionali degli incidenti, ma, soprattutto, attenti come matricole alla prima lezione quando i poliziotti illustrano gli effetti di condotte troppo spesso sottovalutate e di convinzioni ancora difficili da sradicare.   Come sempre, “la prova dell’ubriaco” riscuote un notevole interesse, ma ciò che oggi rende davvero il grado di coinvolgimento è il contesto: le diverse sessioni del “seminario” sulle guide in stato di alterazione si tengono sotto il sole perché l’unico gazebo disponibile è riservato alle moto, polo d’attrazione per i più piccoli che sorridono felici a mamme e papà che li immortalano in sella con berretto e paletta. Nonostante il caldo, il pubblico non mostra sintomi di insofferenza e osserva interessato le perfomance dei numerosi volontari che si alternano in una passeggiata di pochi metri in piano che quasi unanimemente, a termine della prova con polsiere mascherina e cuffie, viene definita molto impegnativa. Lentamente anche il museo su ruote che ha il suo palco davanti al Teatro Cantero si anima di veterane tirate a lucido: alcune vetture sono addirittura reduci dalla Mille Miglia, mentre non sono infrequenti moto di oltre 80’anni perfettamente funzionanti e conservate. Nel pomeriggio l’attenzione non cala e stavolta sono i partecipanti alla manifestazione, espositori oggi, concorrenti domani, ad animare il Pullman Azzurro; in questo caso il pubblico è decisamente più tecnico e alle domande sulla sicurezza si alternano quesiti su omologazioni, modifiche, re-immatricolazioni, esenzioni, pneumatici e dispositivi, sempre in un confronto che definire costruttivo è senza dubbio riduttivo. Il momento di rientrare arriva a sera ormai inoltrata e facciamo non poca fatica a convincere l’Organizzazione che no, proprio non possiamo andare con loro a cena in Vallata perché stanotte il Pullman deve tornare a dormire al Reparto; ma anche la “corriera blu” sfoggia un certo fascino vintage e non è escluso che il Club Tigullio Auto e Moto abbia già nel cassetto la domanda di adozione; d’altronde sarebbe sicuramente trattato con ogni riguardo, vista la cura con la quale diversi soci conservano veicoli che oltre quarant’anni fa prestavano servizio proprio alla Stradale.  

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    Esercizio e tecnologie

    Bruxelles: regole omogenee per il trasporto su strada nell'Unione

    di Roberto Arditi - SINA

    La Commissione europea ha adottato il 16 marzo 2016 una serie di regole applicabili agli autotrasportatori ed agli operatori del trasporto di persone. Tali regole comprendono una classificazione comune delle infrazioni gravi per la sicurezza stradale ai sensi della legislazione vigente. La Commissione ha inoltre adottato delle nuove specifiche per i tachigrafi intelligenti (i dispositivi che registrano i tempi di guida e riposo per camion, autobus ed autisti), specifiche che metteranno i dispositivi in grado di sfruttare le nuove tecnologie digitali del sistema satellitare Galileo. La commissione Europea dichiara di essersi posta i seguenti obiettivi: migliorare la sicurezza stradale, contribuire ad una concorrenza più equa tra gli operatori del trasporto su strada, facilitare una applicazione coerente delle norme UE attraverso le frontiere. Il regolamento della Commissione prevede una classificazione comune delle infrazioni "gravi" e "molto gravi", che, ove accertate, possono anche portare alla perdita dell'onorabilità di un trasportatore su strada. Questo può comportare la perdita della licenza comunitaria da parte dell'operatore, una licenza necessaria per permanere in affari nel settore dei trasporti dell'UE. La classificazione comune dovrebbe incrementare l'omogeneità nel modo con cui gli Stati membri affrontano le stesse violazioni e fornirà incentivi per un maggiore rispetto delle norme comuni dell'UE, norme che contribuiscono a migliorare la sicurezza stradale, garantendo anche condizioni eque per il trasporto e per il lavoro.Gli Stati membri sono obbligati a scambiare le informazioni sulle infrazioni gravi e molto gravi grazie ad un sistema elettronico chiamato Registro europeo delle imprese di trasporto su strada (ERRU).Gli Stati membri sono tenuti a recepire questa classificazione comune dal 1 ° gennaio 2017. L'elenco delle infrazioni non è ancora del tutto perfezionato. La Commissione sta valutando varie opzioni per l'aggiornamento, nell'ambito dei lavori in corso per la preparazione di un "pacchetto" di iniziative stradali. La nuova specifica per il tachigrafo intelligente fa pieno uso delle tecnologie digitali avanzate come i sistemi di posizionamento satellitare GALILEO e EGNOS. I dispositivi trasmetteranno i dati direttamente alle forze di Polizia quando il veicolo è in movimento, evitando soste inutili per i trasportatori e rendendo il lavoro del controllore più efficiente. Questo sistema sarà collegato con altre applicazioni telematiche (come il parcheggio intelligente o il tele-pedaggio), attraverso un'interfaccia armonizzata per il sistema di trasporto intelligente. Il commissario europeo ai Trasporti, Violeta Bulc, ha dichiarato: "Voglio una concorrenza leale sulle strade europee e voglio quanta sicurezza possibile. La classificazione comune delle infrazioni più gravi è un passo importante verso una migliore applicazione ed un maggiore rispetto delle regole in essere. E' fondamentale per garantire che i conducenti e gli operatori siano trattati in modo omogeneo su tutta l'UE. La nuova generazione di tachigrafi intelligenti offrirà nuovi mezzi per garantire in modo più esatto il rispetto dei tempi di guida e di riposo, rendendo più difficili le frodi, migliorando la sicurezza stradale e riducendo la necessità di controlli a bordo strada." Ulteriori informazioni possono essere acquisite:- sul sito della commissione europea (in inglese)- su Euractiv

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    Esercizio e tecnologie

    Sono i cugini svizzeri l'eccellenza europea del trasporto in autostrada dei bambini

    di Assunta De Pascalis - SINA

    Sesta uscita della piccola rubrica che confronta i dati che stanno alla base della sicurezza stradale. In questa uscita, vengono posti a confronto i dati italiani con quelli svizzeri riguardo all’adozione ed il corretto utilizzo dei sistemi di ritenuta per i bambini. Secondo il Report 27 del Ranking EU Progress on Car Occupant Safety (2014) in Europa nel 2012 sono stati uccisi 319 bambini da 0 a 14 anni proprio per questo motivo e annualmente nella stessa fascia di età i bambini uccisi nelle auto dei Paesi dell’Unione sono stati 4,3 per ogni milione di bambino (periodo 2010-2012).Leggendo il rapporto si osserva una sostanziale sperequazione sul livello di sicurezza per i bambini nei diversi paesi dell'Unione. Non tutti i bambini del vecchio continente godono dello stesso livello di sicurezza. La forchetta va tra la virtuosa Svizzera e la meno virtuosa Grecia, per cui si può osservare che i bambini greci hanno 15 volte in più la probabilità di morire all'interno del veicolo, se confrontati con i coetanei elvetici. E l’Italia? Il nostro paese si trova leggermente al di sopra della media. Inutile confrontarci con i paesi meno virtuosi come Grecia, Romania e Polonia ma purtroppo è ancora molto lontana da paesi che tallonano la Svizzera come Irlanda, Norvegia e Olanda. Dei 34 bambini italiani morti ogni anno in auto nel periodo 2010-2012 alcuni di questi si sarebbero potuti certamente salvare se gli adulti non avessero sottovalutato le misure a tutela della sicurezza in auto.  Il gruppo SIAS, impegnato da anni nella diffusione della sicurezza stradale, ha come destinatario preferenziale i giovani, a partire dai più piccoli fino alla fascia adolescenziale che è sicuramente quella più difficile da raggiungere. A questo scopo si sono tradotti i personaggi che animano la campagna dall’inizio del progetto trasformandoli da eroi a "supereroi della sicurezza stradale" e li si è fatti debuttare in occasione del calendario 2016. Qui l’articolo di presentazione del progetto.In questa pagina è riportato l'articolo del direttore editoriale di LeStrade con cui viene presentata l'iniziativa. Seguendo questo collegamento alla Rubrica Lo Spread, è possibile scaricare i pdf pubblicati a partire dal mese di settembre 2015 sull’argomento. Seguendo invece questo collegamento puoi invece leggere l'editoriale per il numero di marzo 2015 di LeStrade, articolo che ha dato lo spunto iniziale.

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    Esercizio e tecnologie

    La sicurezza stradale verso nuove soluzioni: politiche e opportunità con le nuove tecnologie - Roma, 29 settembre 2016

    di Domenico Crocco - ANAS

    Le strade sono indispensabili: collegano il mondo, consentono gli scambi, trasportano il cibo e l’energia per la vita. Ma le strade possono anche toglierla, la vita. Nel mondo, le persone scomparse a causa di incidenti sulla strada sono annualmente 1,2 milioni, di cui 260mila bambini. Grazie alle nuove tecnologie ed alle campagne di prevenzione, i decessi si sono ridotti, drasticamente, a circa 26mila nell’Unione europea e a 3.149 in Italia dove le strade sono sempre più sicure. Con una media di 56 morti per ogni milione di abitanti, il nostro Paese risulta al 14° posto nella graduatoria europea. Dal 2001 ad oggi il numero delle vittime della strada si è ridotto in Italia del 52 %. È un numero destinato a scendere ulteriormente grazie alle strade più sicure e ai veicoli sempre più intelligenti. Ma per vincere la sfida della sicurezza stradale occorre prevenire, reprimere i comportamenti sbagliati e investire sempre più sulla ricerca tecnologica: gli orientamenti internazionali più diffusi tendono, infatti, a puntare sulle tecnologie in grado di evitare l’incidente e le sue conseguenze anche al di là del pur auspicabile corretto comportamento umano. Fondamentale è inoltre confrontarsi con le migliori esperienze degli altri Paesi del mondo nel settore della sicurezza sulle strade. È quanto si farà a Roma nel corso del primo meeting mondiale sulle Nuove tecnologie al servizio della sicurezza stradale, organizzato per il prossimo 29 settembre nell’Auditorium di via Rieti da ANAS e dalla Associazione mondiale della strada (World Road Association) che comprende, oltre all’Italia, altri 121 Paesi e di cui ANAS è tra i principali soci. Il meeting, che vedrà la partecipazione dei massimi esperti sulla sicurezza sia Italiani che internazionali, sarà aperto dall’intervento dei Ministri Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti) e Stefania Giannini (Istruzione, Università e Ricerca) e da una ampia relazione introduttiva del presidente e AD di ANAS Gianni Armani, che è anche presidente per l’Italia dell’Associazione mondiale della strada. Sarà un’occasione per condividere quanto di meglio si è fatto in Italia e nel mondo per ridurre morti e incidenti sulle strade. Dalle statistiche risulta che il continente con le strade più sicure è l’Europa, dove il numero di morti dal 2001 ad oggi è più che dimezzato. Il Paese con le strade più sicure del mondo è la Svezia: qui il numero dei morti è calato a 264 l’anno, crollando di quattro quinti rispetto al 1970, nonostante da allora il parco macchine sia raddoppiato. Il Paese più pericoloso al mondo è invece la Repubblica domenicana dove ogni anno, su 100mila automobilisti, 40 non rientrano a casa. Alcuni mesi fa una delegazione di funzionari del traffico di New York è atterrata a Stoccolma per capire i segreti del successo scandinavo, che si deve alle politiche ed ai programmi mirati. Hanno scoperto che in Svezia la costruzione di nuove strade privilegia la sicurezza alla velocità. In tutti i centri urbani sono stati adottati severi limiti di velocità che vengono fatti rispettare. Sono aumentate le zone pedonali. Particolare attenzione è stata riservata a pedoni e ciclisti: sono stati costruiti 12.600 passaggi di sicurezza. Sono state imposte forti restrizioni al consumo di alcolici, aumenti delle pene pecuniarie ed un più facile ritiro della patente. Nel panorama mondiale l’Italia è sulla “buona strada”. Ma si può fare ancora tanto. Va considerato positivamente l’impegno dei concessionari autostradali sulla manutenzione ed il grande piano Anas per mettere in sicurezza gallerie, ponti e viadotti. Nel Sud, che dai dati Istat risulta più virtuoso del Nord alla guida, il sempre più vicino completamento della nuova Salerno Reggio Calabria, previsto prima del prossimo Natale, e l’impegno per l’ammodernamento e potenziamento della Jonica, già battezzata “statale della morte”, sono buone notizie.  È importante anche che la World Road Association abbia affidato ad un italiano, Roberto Arditi (SINA), il coordinamento mondiale della sicurezza stradale. Così come è una buona notizia sapere che è italiano il gruppo di ricerca che ha realizzato alcune delle pietre miliari nel settore della guida dell’auto senza conducente, dalla 'MilleMiglia in Automatico' del 1998, al primo viaggio intercontinentale Parma-Shanghai con veicoli automatici ed elettrici nel 2010. Dapprima come Università di Parma, poi come spinoff accademico, ed ora insieme ad una multinazionale americana della Silicon Valley, il VisLab, diretto da Alberto Broggi, sta cercando di segnare la storia della guida automatica a livello mondiale. “Altri Paesi – dice Broggi- hanno già definito regole chiare per la sperimentazione: soprattutto nel campo high-tech le sfide sono ormai globali e il nostro Paese non deve perdere questa grande occasione”. Intanto Fiat Chrysler e Google hanno di recente annunciato l’accordo per sviluppare insieme la guida autonoma. La capacità dei veicoli di guidarsi da soli in completa sicurezza modificherà infatti radicalmente il nostro stile di vita e avrà un impatto importantissimo sulla sicurezza stradale: secondo alcune previsioni scientifiche potrebbe addirittura evitare il 90% degli incidenti. Anche se i mass media ne parlano solo da qualche anno, in Italia stiamo sviluppando le tecnologie abilitanti per la guida automatica da più di 20 anni. Una regolazione statale di questo fenomeno favorirebbe lo sviluppo del settore high-tech italiano, e contemporaneamente aumenterebbe l'attrazione di aziende estere che troverebbero nel nostro Paese la possibilità di implementare queste nuove tecnologie, facilitandone quindi l'integrazione futura in Italia.Fondamentale sarà anche la diffusione di sistemi telematici in grado di rilevare l’inosservanza delle norme di circolazione. Non bastano infatti le norme, da sole, a produrre comportamenti virtuosi. Basta vedere il numero dei pedoni ammazzati anche in Italia sulle strisce pedonali per capire che ancora in troppi vivono le regole come flessibili. Basta vedere la quantità di persone che, soprattutto in certe aree dell’Italia, non usa il casco e le cinture di sicurezza per rendersi conto del diffuso senso di impunità. Nonostante sia stato calcolato che l’uso corretto di questi dispositivi potrebbe ridurre del 70% le possibilità di conseguenze gravi in caso d’incidente. Ecco perché oltre alle buone norme e alla prevenzione occorre la repressione inflessibile dei comportamenti scorretti. Ed anche su questa via, le nuove tecnologie, possono aiutare. Il meeting mondiale sarà anche l’occasione per premiare i migliori video sulla sicurezza stradale, inviati dagli studenti delle scuole secondarie superiori nell’ambito del concorso organizzato da ANAS e Associazione mondiale della strada con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione. Alcuni giovani hanno poi dimostrato qualità cinematografiche veramente sorprendenti. I video (presenti anche a partire da questo articolo) sono originali e particolarmente convincenti contro la guida distratta (da cui dipende il 30% degli incidenti) ed alterata. ANAS ha voluto puntare sugli studenti delle superiori proprio considerando che gli incidenti stradali, secondo le statistiche più recenti, sono la prima causa di morte per i giovani e i giovanissimi.

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    Esercizio e tecnologie

    Nonna con il bimbo in braccio scontra guidatore ubriaco

    di Giorgio Prunotto - ATIVA

    Nessun bambino deve morire sulla strada entro il 2020: questo è l’ambizioso obiettivo che le autorità italiane si sono date per incrementare il livello di sicurezza stradale e garantire che rimanga in linea con gli obiettivi europei. È tuttavia da osservare che, mentre c’è un costante impegno da parte degli operatori del settore e di buona parte della popolazione per conseguire questo risultato, sono ancora troppe le persone che, con i loro cattivi comportamenti, vanificano tali sforzi.Un esempio paradigmatico è avvenuto nella notte del 28 maggio 2016 sulla Tangenziale di Torino. Un autista ubriaco ha tamponato la Fiat Panda su cui viaggiavano una coppia di nonni con il loro nipotino di 7 mesi. In assenza di seggiolino a bordo, la nonna sul sedile posteriore, teneva in braccio il piccolo: come se quell’abbraccio potesse proteggerlo adeguatamente in caso di incidente, quando la realtà è all'opposto: la stessa nonna diventa un pericolo rilevante per il piccolo.Purtroppo il tamponamento ha avuto, per la nonna e soprattutto per il bambino, conseguenze molto gravi, anche se, ad oggi, non fatali; sebbene non siano stati sbalzati fuori dall’abitacolo (fatto abbastanza frequente in queste condizioni), il mancato uso dei corretti dispositivi di ritenuta ha avuto conseguenze irreversibili per il loro futuro. In questo incidente, le negligenze appaiono molteplici da parte di tutti i soggetti coinvolti: un autista è risultato ubriaco e guidava con accanto la moglie incinta; l’altra auto con a bordo il piccolo non aveva nessun dispositivo di ritenuta adeguato per il suo trasporto come previsto invece dalla normativa.L’incoscienza del conducente è stata tale da non aver nemmeno cura delle persone a lui più care e a non pensare quali conseguenze, per loro o per gli altri, la sua guida in stato alterato avrebbe potuto provocare.Troppe volte assistiamo a bambini tenuti in braccio che diventano, anche in caso di urti a bassa velocità, “airbag” per chi li sorregge o proiettili all’interno o esterno dell’abitacolo.A morire in strada ogni anno in Italia sono più di 60 bambini, metà di loro a bordo di un veicolo.Troppi genitori cedono ai capricci pensando che il procedere ad una velocità ritenuta bassa e avendo un tragitto breve da percorrere li renderà immuni da qualsiasi fatalità, dimenticando che ci vogliono 9 mesi per mettere al mondo una vita ma basta un solo attimo per distruggerla.

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    Esercizio e tecnologie

    Pubblicato il rapporto IRTAD 2016 sulla sicurezza stradale

    di Assunta De Pascalis - SINA

    L'International Data Traffic Safety e Group Analysis (IRTAD) è il gruppo di lavoro permanente del Forum internazionale dei trasporti presso l'OCSE. OCSE ha pubblicato il rapporto IRTAD 2016 sulla sicurezza stradale.Il rapporto fornisce una panoramica per le prestazioni di sicurezza stradale 2014 per 40 paesi, con i dati preliminari per il 2015, nonché i rapporti dettagliati per ciascun paese. Il rapporto comprende tabelle di confronto sugli indicatori chiave per la sicurezza. La relazione delinea i dati più recenti per la sicurezza nei paesi IRTAD, compresa l'analisi dettagliata dei parametri caratteristici per gli utenti della strada, e per le tipologie stradali. Il rapporto descrive inoltre il processo di raccolta dei dati nei paesi IRTAD, le strategie di sicurezza stradale e gli obiettivi in atto.Dalla relazione 2016 si deduce che nei 40 paesi presentati dalla relazione si sono registrati buoni progressi per quanto riguarda la riduzione della mortalità stradale nella prima metà del decennio. Il numero di vittime della strada, infatti, è diminuito del 8,8% tra il 2010 e il 2014. Tuttavia questo trend positivo ha vacillato nel 2015 quando il numero di morti per incidenti stradali è aumentato in almeno 19 paesi. Purtroppo solo nove tra i paesi analizzati sono riusciti a ridurre o stabilizzare il numero di morti su strada nel 2015.Potete scaricare il rapporto seguendo questo link.  Nato negli ultimi decenni del secolo scorso, IRTAD è oggi formato da 70 membri e osservatori provenienti da 40 paesi, esperti della sicurezza stradale e statistici che provengono da istituti di ricerca di fama internazionale, amministrazioni stradali e dei trasporti nazionali, organizzazioni internazionali, università, associazioni automobilistiche, industria automobilistica. Ogni anno, il gruppo di lavoro fornisce un rendiconto delle prestazioni di sicurezza stradale dei paesi membri e di quelli osservatori, presentando una sintesi delle ultime tendenze, nonché rapporti dettagliati per ciascun paese, il processo di raccolta dei dati, le strategie di sicurezza stradale e gli obiettivi che ogni paese si pone. Fornisce, inoltre, dati dettagliati per la sicurezza degli utenti della strada (fasce d'età, ecc.), insieme alle informazioni sulle recenti tendenze sull'eccesso di velocità ed altri aspetti comportamentali degli utenti della strada.

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Multimedia

Guarda le immagini raccolte dal Gruppo ASTM-SIAS e le campagne disponibili in rete

fotoTrasporto dei bambini in Vietnam

 

Fonte: Autostradafacendo

videoAnche la morte - Pietro Venier

fonte: Think and Drive

tipologia: Campagna di prevenzione

lingua: Italiano

categoria(e): buoni comportamenti, rischi da prevenire

videoCrash Test 1959 Chevrolet Bel Air VS. 2009 Chevrolet Malibu

fonte: IIHS

tipologia: Campagna

lingua: English

categoria(e): veicoli

videoConduire pour le travail. Le parc auto

fonte: INRSFrance

tipologia: Campagna

lingua: Francese

categoria(e): Artistico, rischi da evitare

videoTJ SPECIAL - 22 Novembre 2014 - Giornata regionale della Sicurezza Stradale " Come BACK HOME"

fonte: James Fox

tipologia: Campagna

lingua: Italiano

categoria(e): Buoni comportamenti, Rischi da prevenire

videoCamion contromano in A7

fonte: Polstrada di Genova

tipologia: Casi reali

lingua: Italiano

categoria(e):  Rischi da prevenire, Casi reali

videoCómo adelantar, en 1966

fonte:  Dirección General de Tráfico

tipologia: campagna di sensibilizzazione

lingua: Spagnolo

categoria(e):  Divertente, buoni comportamenti

videoSpot Sicurezza Stradale Novembre 2013 - Pedoni 15

fonte:  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

tipologia: campagna di sensibilizzazione

lingua: Italiano

categoria(e): video per pensare, Rischi da evitare, Buoni comportamenti

videoIL VIDEO INSEGNA A LEGARE I BAMBINI PICCOLI SUI SEGGIOLINI E DI NON TENERLI IN BRACCIO POICHÉ ANCHE IN CASO DI PICCOLI INCIDENTI NON SONO PROTETTI

fonte: MINISTERSTVO DOPRAVY

tipologia: Campagna

lingua: Repubblica Ceca

categoria(e): Città, Drammatico, Famiglie, Luoghi comuni, Rischi da prevenire

videoIl guidatore sobrio è una soluzione per non rischiare la vita quando si esce la sera.

fonte: N.D.

tipologia: Amatoriale

lingua: Inglese

categoria(e): Rischi da prevenire

Statistiche Approfondisci >>
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Q.V.M.S. QVOD VIAE MUNITAE SVNT

Le strade tra storia ed archeologia a 2000 anni da Augusto Imperatore

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