Campagna per la Sicurezza Stradale

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    Esercizio e tecnologie

    Su strada la colpa è sempre degli altri

    di Assunta De Pascalis – SINA

    Della sicurezza stradale si ha una percezione univoca … la colpa degli incidenti è in capo a qualcun altro.Questo è quanto emerso dai risultati ottenuti dell’Osservatorio Continental in collaborazione con l’istituto Euromedia Research che hanno raccolto un campione di 2.000 interviste tramite telefono o in forma telematica. Il sondaggio ha avuto inizio con la domanda sul mezzo più utilizzato, domanda alla quale gli intervistati hanno risposto in questo modo:• auto (78,2%)• bici, scooter o moto (5,7%)• mezzi pesanti (0,9%)• mezzi pubblici (8,6%)• a piedi (6,6%)L'automobile quindi si dimostra ancora essere il mezzo di trasporto più utilizzato ma il sondaggio mostra un primo elemento contraddittorio perché se per il 44,1% degli intervistati è il mezzo più sicuro, il 68% vive con la paura di essere investiti. La seconda contraddizione che emerge dall’indagine risulta essere molto interessante: il 79,5% degli italiani non percepisce se stesso come pericoloso ma, definendosi rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo, imputa ad altri il pericolo.In sintesi, più del 50% degli italiani considera l'auto il mezzo più sicuro per sé quando è al volante, mentre in altra veste di utente della strada teme fortemente di finire investito da conducenti che appaiono decisamente sicuri delle proprie capacità. Insomma: la colpa è degli altri! Ad ogni modo la cosa importante che si legge dall’indagine è la consapevolezza della responsabilità umana come elemento significativo per la sicurezza stradale (34,9%) a cui seguono una maggiore severità da parte delle Forze dell'Ordine attraverso una presenza più estesa su strade ed autostrade (16,7%), l’evoluzione tecnologica delle auto come ad esempio i sensori di rilevazione della stanchezza e dei pneumatici con sistemi di controllo della stabilità in caso di frenata (15,5%). Dispiace invece constatare che solo per il 2,3% degli intervistati la manutenzione del mezzo può essere la causa degli incidenti o di problemi di varia natura (vedi la vignetta di Autostradafacendo sulla manutenzione). La sicurezza stradale è quindi percepita come prevalentemente dipendente dall’attenzione e dalla prudenza che risultano i due dei termini più menzionati quando si chiede di definirla con una sola parola. Secondo il 88,1% degli italiani la sicurezza è minacciata principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%). I guidatori ritengono, infatti, che l'elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%) seguito, con grande distacco, dai freni (9,7%), dalla segnaletica stradale (6,4%), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%) e gli pneumatici (5,3%).Con lo sguardo al futuro, invece, l’importanza data dagli intervistati alle tecnologie dei futuri mezzi di trasporto aumenta: il 43,5% menziona sistemi di sicurezza e di “alert” affidabilissimi e quindi capaci di evitare incidenti, il 12,2% sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture.La fiducia nei supporti tecnologici è già da oggi molto presente nel caso degli autisti di mezzi pesanti. In tema di sicurezza stradale, per il 65% di loro il fattore tecnologico viene immediatamente dopo la segnaletica stradale mentre gli stessi danno poca importanza al fattore umano e in particolare alla distrazione.Autostradafacendo condivide il pensiero di Continental: “la sicurezza è un diritto di tutti e (…) a nulla possono servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell'uomo che attualmente è e rimane l'elemento cardine dell'ecosistema strada”.

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    Esercizio e tecnologie

    A Bruxelles un simposio per relazionare sugli atteggiamenti degli utenti della strada di tutto il mondo

    di Assunta De Pascalis – SINA

    Il 18 giugno la città di Bruxelles ha ospitato il 2° simposio ESRA sugli indicatori globali di prestazioni per la sicurezza stradale e in quell’occasione sono stati resi noti i nuovi risultati raccolti alla fine del 2018. ESRA (E-Survey of Road users’Attitudes) è un’iniziativa internazionale congiunta di centri di ricerca e istituti per la sicurezza stradale in tutto il mondo che ha lo scopo di raccogliere dati comparabili sul tema della sicurezza stradale, sui comportamenti e sulla cultura degli utenti della strada a livello mondiale. I dati e le analisi raccolte portano ad una vasta serie di indicatori di sicurezza stradale e forniscono prove scientifiche per l’elaborazione delle politiche a livello nazionale e internazionale.  Il progetto ad oggi ha visto due fasi che sono state denominate rispettivamente ESRA1 e ESRA2. La prima ha riguardato il triennio 2015-2017, ha coinvolto gli utenti della strada di 38 paesi dei 5 continenti e, seguendo questo link, è possibile leggere i risultati derivati da questo primo periodo di studio. La seconda fase, quella attualmente in corso, coinvolge il biennio 2018-2019. Ad essa hanno preso parte 32 paesi e molti altri dovrebbero aderire nell’anno in corso. Questa seconda edizione del progetto vanta un questionario migliorato anche sulla base della precedente esperienza e i risultati del 2018 saranno sono stati resi noti in una serie di relazioni tematiche pubblicate proprio in occasione del conferenza di giugno.

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    Esercizio e tecnologie

    «L’Arca di Noè» manda in onda un servizio girato nei sottopassi salva-fauna di A58-TEEM – importante presidio per la sicurezza stradale

    di Corrado Dragotto – Tangenziale Esterna di Milano

    «L’Arca di Noè» ha mandato in onda un servizio girato nei sottopassi salva-fauna costruiti da Tangenziale Esterna SpA allo scopo di consentire agli animali di spostarsi da un lato all’altro di A58-TEEM senza provocare i sinistri innescati dagli attraversamenti che, su altre Arterie del Paese, mettono a rischio specie e utenti. Per la prima volta un’Autostrada italiana è andata, dunque, in televisione grazie alla maggiore sicurezza che garantisce non solo a selvatici e domestici ma anche ad automobilisti, autotrasportatori e motociclisti in virtù della costruzione di 16 opere ambientali finalizzate a ridurre la quota di incidenti provocata dai transiti di animali.  Traendo spunto dall’emergenza cinghiali scattata, nel gennaio scorso, non solo sull’A1, lo storico (quarant’anni di presenza nel palinsesto di Canale 5) programma curato da Maria Luisa Cocozza ha deciso, infatti, di piazzare le telecamere all’interno dei tunnel di A58-TEEM con l’obiettivo dichiarato di spiegarne la genesi e di testarne l’efficienza. La particolare prospettiva del reportage, realizzato nelle scorse settimane e trasmesso ieri, ha convinto la troupe coordinata da Elisabetta Falciola a concentrare le riprese nei tre cunicoli che, stando ai video delle «foto-trappole» allestite da Tangenziale Esterna SpA per monitorare l’effettivo passaggio delle specie, risultano più usati dalla fauna. L’approdo de «L’Arca di Noè» sulla «Agrate-Melegnano» s’è rivelato, dunque, fondamentale per inquadrare l’Autostrada taglia-file (33 chilometri raccordati con A4 Torino-Trieste, A35-BreBeMi e A1 Milano-Napoli) anche nell’ottica dell’impegno profuso dalla Concessionaria in ordine alla prevenzione dei troppi schianti causati dagli animali.  Tale aspetto è stato sviluppato, nell’ambito dell’intervista dedicata alla progettazione delle gallerie, dall’ingegner Matteo Boroni (Ufficio Tecnico di Tangenziale Esterna SpA), che ha individuato nel censimento delle specie avviato, nel 2011, dalla Concessionaria l’inizio della trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà dei percorsi salva-vita. Il montaggio del servizio, imperniato sull’alternanza tra immagini diurne incentrate sui sopralluoghi alle infrastrutture compiuti dall’équipe e clip notturne monopolizzate dai movimenti di tante specie, ha accreditato, invece, la funzionalità dei tunnel nel contesto di un’Area Metropolitana per fortuna ancora popolata pure da piccoli predatori. Come già avevano fatto i frame ricavati dal materiale girato dalle «foto-trappole», anche il reportage del programma di Mediaset prova, del resto, che tassi, volpi, donnole e faine, dopo aver tentato invano di violare le recinzioni dell’Autostrada, imboccano i percorsi scavati apposta per vanificare i loro tentativi di attraversamento dell’Arteria. Caccia, riproduzione e cure parentali degli esemplari sorpresi dalle telecamere continuano a svolgersi, dunque, tra i due settori di un Tracciato che sembra rispondere all’esigenza di salvaguardare gli utenti in viaggio e di tutelare gli animali stanziali nei territori semi-urbani della Brianza, del Milanese e del Lodigiano lambiti da A58-TEEM. Il servizio de «L’Arca di Noè» suffraga, d’altra parte, l’ipotesi che diversi soggetti si siano abituati, gradualmente, a percepire la «Agrate-Melegnano» non come un ostacolo alla disponibilità dell’habitat ma quasi alla stregua di un’estensione dell’areale nel quale, per mezzo dei cunicoli, possono spostarsi senza sentire il bisogno di invadere le corsie. In questa chiave andrebbero interpretate sia la circostanza di una limitata fruizione diurna delle gallerie sia la constatazione che tassi, volpi, donnole e faine affrontano numerosi tragitti andata e ritorno nella medesima nottata sfruttando, però, assai di rado lo stesso tunnel per ciascuno degli spostamenti effettuati al di sotto delle carreggiate. Sempre sviluppando il tema della sicurezza di utenti e fauna, la trasmissione ideata da Clemente J. Mimun ha segnalato, infine, che pure cani, gatti e conigli, dopo essere stati respinti dalle reti, si sottraggono ai rischi mortali connessi alle perlustrazioni da un capo all’altro dell’Autostrada imitando i piccoli predatori nell’utilizzo dei 16 sottopassi. Il video può essere rivisto su Mediaset Play seguendo questo collegamento.

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    Esercizio e tecnologie

    Sicurezza stradale: i 50 anni della convenzione di Vienna

    di Autostradafacendo - SIAS

    25 marzo 2019 – Le Nazioni Unite hanno celebrato a Ginevra il 50° anniversario della Convenzione di Vienna sul traffico e la segnaletica stradale. La cerimonia di celebrazione è stata accompagnata da un dibattito a tema della sicurezza stradale, cui hanno potuto partecipare alcuni esperti provenienti dai 5 continenti.In tale occasione SINA, rappresentata da Roberto Arditi, è stata invitata a presentare in anteprima lo studio su un “Approccio di sistema alla sicurezza stradale: politiche nazionali ed attuazione” che l’Associazione Mondiale della Strada (PIARC) pubblicherà nel mese di maggio, in occasione della prossima settimana mondiale per la sicurezza stradale. Lo studio si è articolato grazie ai contributi di 31 Paesi (rappresentativi del 16% del Mondo) e fornisce interessanti spunti sulle politiche e sulla pratica adottata dalle autorità stradali in materia di sicurezza della circolazione.    L’incontro è stato aperto da Jean Todt, nel suo ruolo di Inviato speciale per la sicurezza stradale del Segretario Generale dell'ONU. Felipe Massa, noto campione di Formula 1, ha presentato i criteri che stanno alla base della progettazione dei nuovi caschi di F1. Tali caschi prendono in considerazione la protezione dei guidatori anche a fronte di casi quale l’incidente che proprio Massa ha purtroppo sperimentato nel gran premio di Ungheria del 2009 (questo video rappresenta l’incidente di Felipe Massa e la conseguente progettazione del casco). Il caso di studio fornito dal casco del corridore Felipe Massa, non era è stato scelto per discutere le prassi nella formula 1. Ha infatti offerto l’opportunità ai rappresentanti ONU di evidenziare agli Stati Membri rappresentati nel Forum che un diffuso utilizzo del casco sulle due ruote, anche nei Paesi in via di sviluppo, è fondamentale per salvare delle vite e per il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), obiettivi stabiliti dall’Assemblea Generale dell’ONU anche sul tema della sicurezza stradale. L’evento è stato moderato da Luciana Iorio, presidente del Forum.

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    Esercizio e tecnologie

    Sicurezza stradale: pubblica illuminazione ed ostacoli fissi

    di Leopoldo Iovino - Fondazione Guccione Onlus

    Il 4 aprile 2019 presso la sala Chaplin del Teatro Binario 7 di Monza si terrà un convegno su “Incidentalità stradale: pubblica illuminazione ed ostacoli fissi – Aspetti tecnici, responsabilità, testimonianze”.Tale convegno è stato promosso dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Monza e della Brianza in collaborazione con: Monza Mobilità, Pali Campion, Atlantech, Collegio geometri e geometri laureati Monza e Brianza e l’Ordine degli ingegneri di Monza e Brianza.La protezione degli elementi che delineano il margine stradale, a partire da quelli che compongono l’equipaggiamento stesso della strada, hanno un ruolo importante per la sicurezza della circolazione. In occasione del convegno, il tema verrà affrontato in profondità e sotto una pluralità di angoli visuali: statistiche, normative, rimedi, aspetti economici, tecnologie, accertamento del nesso di causalità e responsabilità penali degli incidenti connessi alla pubblica illuminazione e agli ostacoli fissi, riqualificazione energetica e adeguamento normativo degli impianti, visione notturna e incidentalità. L’incontro garantisce crediti formativi professionali come indicato in pagina 3 del programma qui allegato.La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito del Comune di Monza entro il 31.03.2019. Potete accedere all’iscrizione direttamente da questa pagina.

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    Esercizio e tecnologie

    Autostrade tedesche senza limiti di velocità: Der Spiegel calcola i benefici di istituire i 130 km/h

    di Assunta De Pascalis - SINA

    Di recente una commissione governativa tedesca ha proposto di introdurre in Germania il limite di velocità autostradale di 130 km/h come misura a protezione dell’ambiente. È necessario specificare che solo su una minima percentuale di strade tedesche è imposto il limite di velocità mentre sulla maggior parte tale limite non esiste.    Sull’argomento è intervenuto il ministro federale dei trasporti, Andrea Scheuer che ha chiuso molto velocemente la discussione definendo le richieste “vecchie e irrealistiche (…) contro ogni buon senso”.Secondo der Spiegel, il ministro tedesco non è riuscito a dare una giusta considerazione alla proposta, forte del fatto che la Germania non ha fatto studi significativi sugli effetti dei limiti di velocità. Al riguardo, sono intervenute anche organizzazioni ambientalistiche lamentando una "mancanza della ricerca" sul tema della sicurezza.In questo dibattito si è inserito Der Spiegel (la rivista settimanale tedesca con la maggior tiratura in Germania), che ha approfondito l’argomento. Infatti la rivista ha dichiarato che con l'introduzione di un limite di velocità su tutte le autostradale del paese si potrebbero evitare fino a 140 morti all'anno. Lo studio ha utilizzato come fonte le cifre del 2017 prese dai rapporti sugli infortuni di dodici stati federali ed è arrivato a diverse considerazioni. La prima considerazione sembra sorprendente. Gli incidenti non diminuiscono sui tratti autostradali con limiti di velocità, anzi paradossalmente in questi casi il numero degli incidenti è più elevato. Lo studio riporta che per ogni miliardo di chilometri percorsi, si registrano 79,9 incidenti su tratti con i limiti di velocità, mentre 71,4 incidenti si registrano sui tratti senza limiti di velocità.Questo fenomeno non è poi così paradossale e può essere spiegato con il fatto che le sezioni su cui si sono imposti i limiti sono già state riconosciute come sezioni di strade più complicate, ossia quelle in cui vi sono cattive condizioni stradali, curve o tratti poco visibili del percorso o volumi di traffico molto elevati. Secondo gli autori, quello che fa la differenza tra le tratte con limiti o senza limiti di velocità è in realtà il numero di feriti gravi e soprattutto di morti che nel primo caso sono significativamente più bassi. Mentre su una strada con limite di velocità si verificano 0,95 incidenti mortali per miliardo di chilometri, questa cifra sale a 1,67 nei tratti senza limiti di velocità, ossia circa il 75% in più. Anche nel caso di persone gravemente ferite, le cifre per i tratti privi di limiti di velocità sono superiori di quasi il 20%.Nei tratti autostradali senza limiti di velocità, il rischio di lesioni gravi o di morte in caso di incidente è dunque notevolmente maggiore e questa constatazione è stata confermata anche dall’esperienza acquisita lungo due tratte autostradali nel Brandeburgo e nella Renania settentrionale-Vestfalia su cui si sono imposte le limitazioni. In entrambi i casi, il numero di feriti e di morti è diminuito notevolmente dopo l'introduzione del limite di velocità.Attraverso l’uso di due differenti modelli di calcolo, la rivista ha stimato un risparmio di vite umane pari a 141 persone all’anno e ha affidato i risultati raggiunti agli esperti dell'Insurers Accident Research (UDV) i quali hanno valutato il calcolo fatto da Der Spiegel come “plausibile e metodicamente pulito”.Entrambi i metodi quindi pur essendo soggetti ad un certo grado di incertezza, confermano che una serie di decessi potrebbero essere potenzialmente evitati dall’imposizione di un limite di velocità.Alla luce di quanto riportato vedremo che cosa deciderà la classe politica tedesca su un tema tanto importante come la sicurezza stradale. Qui è possibile leggere in lingua originale l’articolo pubblicato su Spiegel Online

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    Esercizio e tecnologie

    Sicurezza in galleria nell'ambito del WTC 2019 il Congresso Mondiale delle Gallerie - Napoli 3/9 maggio 2019

    di Daniele Peila – Politecnico di Torino

    Il COSUF (Il Comitato dell'International Tunnelling Association che si occupa della Sicurezza in esercizio nelle Infrastrutture in Sotterraneo) e l’IRF (International Road Federation), congiuntamente alla SIG (Società Italiana Gallerie) che ha promosso e sta organizzando il convegno, hanno promosso una sessione del convegno strutturata congiuntamente avente come titolo “Operational Safety of Underground Transportation Facilities”.Il WTC 2019 rappresenta un momento di confronto su scala mondiale di chi si occupa di gallerie e tratta di tutti gli aspetti a partire dalla progettazione per arrivare alle grandi innovazioni nello scavo meccanizzato.Gli organizzatori si aspettano oltre 1500 partecipanti da tutto il mondo sia per partecipare alle innumerevoli sessioni tecniche sia per visitare i ricchissimi spazi espositivi dove oltre 150 espositori saranno presenti.La sessione sulla sicurezza in esercizio prevede una prima parte con relatori tecnici esperti scelti dal COSUF e dall’IRF mentre la seconda parte è stata strutturata congiuntamente con il Comitato Scientifico del convegno selezionando alcuni tra i paper presentati al convegno, che meglio rappresentassero il tema trattato.Questo momento di presentazioni e discussione si terrà Napoli nell’ambito del Congresso Mondiale delle Gallerie martedì 7 maggio 2019. Il programma è disponibile seguendo questo collegamento. Alla sessione potranno partecipare sia gli iscritti all’intero convegno sia partecipanti specificamente interessati che potranno perfezionare un’iscrizione di durata giornaliera.  Per ulteriori informazioni:- Il sito del convegno mondiale - Il sito dell’organizzatore del workshop (ITA-COSUF)

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    Esercizio e tecnologie

    Corte costituzionale su Omicidio stradale: ok a pene più severe, revoca immediata patente solo per alcol o droga

    di Autostradafacendo – SIAS

    Sono legittime le pene severe previste dalla legge sull’omicidio stradale. Lo ha sancito la Corte costituzionale: la riforma del 2016 che ha introdotto il delitto di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendone le sanzioni, ha superato, spiega Palazzo della Consulta, il vaglio di costituzionalità sul divieto di bilanciare aggravanti con attenuanti. Illegittimo invece l’articolo 222 del Codice della strada dove prevede l’automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. La revoca automatica è legittima solo nei casi di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe. Ma l’automatismo è illegittimo nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali e viene pertanto riconosciuto al giudice il potere di valutare caso per caso, se applicare in alternativa alla revoca la meno grave sanzione della sospensione della patente.   Per ulteriori informazioni:- Corriere TV- Sky TG 24- Unomattina Rai

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    Esercizio e tecnologie

    Ritiro immediato della patente per chi usa il cellulare alla guida – audizione alla Camera della Stradale

    di Autostradafacendo – SIAS

    La principale causa di incidenti stradali è la distrazione e l’uso improprio di telefoni cellulari ed altri dispositivi elettronici. Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo, questo è il cuore di quanto riferisce Santo Puccia, primo dirigente della Polizia Stradale, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera.Attualmente la legge prevede la sospensione della patente solo in caso di recidiva, e questo provvedimento si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza. Secondo Puccia, la modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada.  I dati dell’attività di contrasto a questo comportamento, ha proseguito il dirigente della Polizia stradale, evidenziano un incremento delle violazioni. Purtroppo si tratta di una trasgressione diffusissima e difficile da contrastare. Per questo lo spauracchio del ritiro della patente alla prima violazione potrebbe essere efficace. Ormai si trovano a buon mercato auricolari e dispositivi di viva voce. Si potrebbe generare un effetto virtuoso come lo abbiamo registrato con il meccanismo della patente a punti.Il dirigente della Polizia stradale ha poi auspicato un’altra modifica al Codice al fine di contrastare più efficacemente l’abuso di sostanze stupefacenti, cioè la possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo ai test ma non in stato di alterazione alla guida, in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti.Puccia ha inoltre chiesto una modifica alle modalità di manutenzione degli etilometri in dotazione alla Polizia: “Attualmente le visite periodiche per questi strumenti vengano fatte presso due soli centri del Ministero dei Trasporti a Roma e Milano che non riescono a smaltire il gran numero di attrezzature da controllare, accade così che per lunghi periodi le forze di polizia non possono usarli perché fermi in attesa delle visite periodiche”

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    Esercizio e tecnologie

    Sei convenzioni prioritarie delle Nazioni Unite regolano la sicurezza stradale

    di Luciana Iorio, MIT - UNECE presidente del wp.1 sulla sicurezza stradale

    Nel settore dei trasporti terrestri esistono 58 strumenti giuridici delle Nazioni Unite, gestiti dal comitato per i trasporti terrestri dell'UNECE, dai suoi gruppi di lavoro e dagli organi previsti dai trattati. Delle cinquantotto convenzioni, sei sono considerati strumenti prioritari per la sicurezza stradale: - Convenzione del 1968 sulla circolazione stradale - Convenzione del 1968 sulla segnaletica stradale e segnali stradali - Accordo del 1958 relativo all'adozione di regolamenti tecnici armonizzati delle Nazioni Unite per i veicoli a motore, le attrezzature e le parti che possono essere installate e/o utilizzate sui veicoli a motore e le condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni concesse sulla base di tali regolamenti delle Nazioni Unite - Accordo del 1997 relativo all'adozione di condizioni uniformi per le ispezioni tecniche periodiche dei veicoli a motore - Accordo del 1998 relativo all'istituzione di regolamenti tecnici globali per veicoli a motore, attrezzature e parti - Accordo del 1957 relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR) Le convenzioni servono come fondamento per gli stati a costruire quadri giuridici nazionali che prevengano incidenti stradali con conseguenze sulla persona. La governance della sicurezza stradale riguarda soprattutto la volontà politica di creare e attuare una strategia e un programma nazionale. Le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si occupano di "Migliorare la sicurezza stradale globale" incoraggiano tutti gli Stati membri ad aderire alle convenzioni e agli accordi. Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il sito dell’UNECE ed a scaricare lo schema di sintesi delle convenzioni sulla sicurezza stradale prodotte dalle Nazioni Unite.

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Multimedia

Guarda le immagini raccolte dal Gruppo ASTM e le campagne disponibili in rete

videoDrunk Driving as a Threat to Road Safety (Updated)

fonte: Arrive Alive

tipologia: Campagna sulla sicurezza stradale

lingua: Inglese

categoria(e): Rischi da prevenire

fotoPullman azzurro a Parma - 2

Fonte: Polizia di Stato

videoMettiti il casco

fonte:  Video governativo danese per la sicurezza stradale

tipologia:

lingua: Danese

categoria(e): Buoni comportamenti, Artistico

videoAlcool alla guida

fonte:  Campagna choc del governo indonesiano sulla guida in stato di ebbrezza

tipologia:

lingua: Inglese

categoria(e): Rischi da evitare, Drammatico, Giovani

videoIN QUESTO VIDEO DEI PEDONI INSEGUONO UNA MOTOCICLISTA SENZA CASCO

fonte: WORLD HEALTH ORGANIZATION

tipologia: Campagna

lingua: Inglese

categoria(e): Buoni comportamenti, Giovani, Passeggeri, Rischi da prevenire

videoINCIDENTE IN CUI UNA MACCHINA A 160 KM/H SI POLVERIZZA CONTRO UN PILASTRO DI UN PONTE DOPO ESSERE SALTATA FUORI STRADA

fonte: N.D.

tipologia: Amatoriale

lingua: Non Disponibile

categoria(e): Artistico, Autostrada, Casi reali, Drammatico

videoPARLARE AL TELEFONO MENTRE SI GUIDA PUÒ ESSERE MORTALE. SI PUÒ RISCHIARE DI NON TORNARE A CASA.

fonte: TH!NK

tipologia: Campagna

lingua: Inglese

categoria(e): Città, Drammatico, Rischi da prevenire

videoun sms può aspettare mentre si è alla guida.

fonte: NORTHGATE/BRAKE

tipologia: Campagna

lingua: Inglese

categoria(e): Rischi da prevenire

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