Campagna per la Sicurezza Stradale

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    Esercizio e tecnologie

    Nonna con il bimbo in braccio scontra guidatore ubriaco

    di Giorgio Prunotto - ATIVA

    Nessun bambino deve morire sulla strada entro il 2020: questo è l’ambizioso obiettivo che le autorità italiane si sono date per incrementare il livello di sicurezza stradale e garantire che rimanga in linea con gli obiettivi europei. È tuttavia da osservare che, mentre c’è un costante impegno da parte degli operatori del settore e di buona parte della popolazione per conseguire questo risultato, sono ancora troppe le persone che, con i loro cattivi comportamenti, vanificano tali sforzi.Un esempio paradigmatico è avvenuto nella notte del 28 maggio 2016 sulla Tangenziale di Torino. Un autista ubriaco ha tamponato la Fiat Panda su cui viaggiavano una coppia di nonni con il loro nipotino di 7 mesi. In assenza di seggiolino a bordo, la nonna sul sedile posteriore, teneva in braccio il piccolo: come se quell’abbraccio potesse proteggerlo adeguatamente in caso di incidente, quando la realtà è all'opposto: la stessa nonna diventa un pericolo rilevante per il piccolo.Purtroppo il tamponamento ha avuto, per la nonna e soprattutto per il bambino, conseguenze molto gravi, anche se, ad oggi, non fatali; sebbene non siano stati sbalzati fuori dall’abitacolo (fatto abbastanza frequente in queste condizioni), il mancato uso dei corretti dispositivi di ritenuta ha avuto conseguenze irreversibili per il loro futuro. In questo incidente, le negligenze appaiono molteplici da parte di tutti i soggetti coinvolti: un autista è risultato ubriaco e guidava con accanto la moglie incinta; l’altra auto con a bordo il piccolo non aveva nessun dispositivo di ritenuta adeguato per il suo trasporto come previsto invece dalla normativa.L’incoscienza del conducente è stata tale da non aver nemmeno cura delle persone a lui più care e a non pensare quali conseguenze, per loro o per gli altri, la sua guida in stato alterato avrebbe potuto provocare.Troppe volte assistiamo a bambini tenuti in braccio che diventano, anche in caso di urti a bassa velocità, “airbag” per chi li sorregge o proiettili all’interno o esterno dell’abitacolo.A morire in strada ogni anno in Italia sono più di 60 bambini, metà di loro a bordo di un veicolo.Troppi genitori cedono ai capricci pensando che il procedere ad una velocità ritenuta bassa e avendo un tragitto breve da percorrere li renderà immuni da qualsiasi fatalità, dimenticando che ci vogliono 9 mesi per mettere al mondo una vita ma basta un solo attimo per distruggerla.

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    Esercizio e tecnologie

    Pubblicato il rapporto IRTAD 2016 sulla sicurezza stradale

    di Roberto Arditi - SINA

    L'International Data Traffic Safety e Group Analysis (IRTAD) è il gruppo di lavoro permanente del Forum internazionale dei trasporti presso l'OCSE. OCSE ha pubblicato il rapporto IRTAD 2016 sulla sicurezza stradale.Il rapporto fornisce una panoramica per le prestazioni di sicurezza stradale 2014 per 40 paesi, con i dati preliminari per il 2015, nonché i rapporti dettagliati per ciascun paese. Il rapporto comprende tabelle di confronto sugli indicatori chiave per la sicurezza. La relazione delinea i dati più recenti per la sicurezza nei paesi IRTAD, compresa l'analisi dettagliata dei parametri caratteristici per gli utenti della strada, e per le tipologie stradali. Il rapporto descrive inoltre il processo di raccolta dei dati nei paesi IRTAD, le strategie di sicurezza stradale e gli obiettivi in atto.Dalla relazione 2016 si deduce che nei 40 paesi presentati dalla relazione si sono registrati buoni progressi per quanto riguarda la riduzione della mortalità stradale nella prima metà del decennio. Il numero di vittime della strada, infatti, è diminuito del 8,8% tra il 2010 e il 2014. Tuttavia questo trend positivo ha vacillato nel 2015 quando il numero di morti per incidenti stradali è aumentato in almeno 19 paesi. Purtroppo solo nove tra i paesi analizzati sono riusciti a ridurre o stabilizzare il numero di morti su strada nel 2015.Potete scaricare il rapporto seguendo questo link.  Nato negli ultimi decenni del secolo scorso, IRTAD è oggi formato da 70 membri e osservatori provenienti da 40 paesi, esperti della sicurezza stradale e statistici che provengono da istituti di ricerca di fama internazionale, amministrazioni stradali e dei trasporti nazionali, organizzazioni internazionali, università, associazioni automobilistiche, industria automobilistica. Ogni anno, il gruppo di lavoro fornisce un rendiconto delle prestazioni di sicurezza stradale dei paesi membri e di quelli osservatori, presentando una sintesi delle ultime tendenze, nonché rapporti dettagliati per ciascun paese, il processo di raccolta dei dati, le strategie di sicurezza stradale e gli obiettivi che ogni paese si pone. Fornisce, inoltre, dati dettagliati per la sicurezza degli utenti della strada (fasce d'età, ecc.), insieme alle informazioni sulle recenti tendenze sull'eccesso di velocità ed altri aspetti comportamentali degli utenti della strada.

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    Statistiche sulla strada

    Incidenti stradali - i dati provvisori da ISTAT

    di fonte ISTAT

    L'Istat rende disponibili i dati provvisori sugli incidenti stradali completi anche delle informazioni su categoria della strada e caratteristiche degli utenti coinvolti. Fino all'anno scorso tali dettagli venivano diffusi a novembre in occasione della pubblicazione dei dati definitivi.Sulla base dei dati provvisori, nel 2015 si sono verificati in Italia 173.892 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.419 vittime (morti entro il 30° giorno) e 246.050 feriti.Per la prima volta dal 2001 cresce il numero di vittime (+38, pari a +1,1%). Gli incidenti registrano invece una flessione dell'1,8% e i feriti del 2,0%.Il 2015 è segnato da un aumento delle vittime di incidenti stradali anche nella Ue28 (1,3% in più del 2014): complessivamente, sono state 302 contro 25.970 del 2014. Nel confronto fra il 2015 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 16,8% a livello europeo e del 16,9% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2015 si contano 52 morti per incidente stradale nella Ue28 e 56,3 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto della graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.Anche i feriti gravi risultano in aumento nel 2015: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16 mila contro i 15 mila del 2014 (+6%). Il rapporto tra feriti gravi e decessi è salito a 4,7 nel 2015 (4,4 l'anno precedente).  Sull'aumento del numero di vittime in Italia pesa l'incremento registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (305 e 1.619 morti; +6,3% e +1,9% sull'anno precedente). Una lieve flessione si registra, di contro, sulle strade urbane (1.495 morti; -0,7%), dopo la crescita del 5,4% tra il 2013 e il 2014. Fanno eccezione i grandi Comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell'abitato aumenta dell'8,6%.L'aumento dei morti in incidenti stradali registrato nel 2015 ha riguardato in particolar modo i motociclisti (769, +9,2%) e i pedoni (601, +4,0%). Risultano in calo gli automobilisti deceduti (1.466, -1,7% ) così come i ciclomotoristi (106, -5,4%) e i ciclisti (249, -8,8%).Tra i comportamenti errati più frequenti, sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44,0% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l'eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l'uso di telefono cellulare alla guida.Il 2015 si presenta come un anno di ripresa della mobilità, le prime iscrizioni di autovetture aumentano del 15,0% rispetto all’anno precedente. Anche le percorrenze autostradali crescono del 3,6% rispetto al 2014, con oltre 79 miliardi di km percorsi.

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    Esercizio e tecnologie

    Il Ministero dell'Interno pubblica una circolare applicativa della legge sull'Omicidio Stradale

    di Polizia Stradale

    La legge 23 marzo 2016, n. 41 (GU Serie Generale n.70 del 24-3-2016) ha introdotto nell'ordinamento nazionale il reato di omicidio stradale ed il reato di lesioni personali stradali, oltre ad aver promulgato le disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e con il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274. Nel giorno di entrata in vigore della Legge, il Ministero dell’interno ha pubblicato una circolare con le prime indicazioni operative, circolare che si propone di chiarire alcuni aspetti della complessa normativa.La circolare è disponibile seguendo questo collegamento.

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    Esercizio e tecnologie

    Per una cultura della sicurezza stradale

    di Maria Eva Virga – Il Centauro

    “Non è mai troppo tardi per pensare alla sicurezza dei nostri bambini sulle strade, soprattutto se si guida un’automobile con “bebè” o “più cresciuti” a bordo. Infatti, nonostante le leggi, le campagne, i richiami - anche di pediatri ed educatori - ci si trova sempre più spesso davanti a situazioni “limite”, in automobile, riportate anche dalle cronache dei quotidiani: bambini di pochi mesi portati in braccio sui sedili sia anteriori che posteriori anziché trasportati sugli appositi seggiolini rivolti dall’altra parte del senso di marcia.”È questo l’incipit dell’articolo che potete leggere sul numero di febbraio de Il Centauro, organo ufficiale di ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale.  

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    Esercizio e tecnologie

    Cosa vuoi che mi succeda andando in bicicletta?

    di Sergio Dondolini - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    La velocità relativamente bassa della bicicletta ci induce a pensare di essere in sicurezza, purtroppo molto di più rispetto alla verità dei fatti. Infatti il rischio non è solo quello dovuto al nostro veicolo (che è comunque un rischio rilevante per gli utenti senza protezioni), ma ancora più pericolosa è la condivisione della carreggiata stradale con veicoli che hanno una velocità molto diversa rispetto alla nostra bicicletta. Per questo tipo di rischio è fondamentale che il ciclista si renda visibile. Nel seguito, una scheda che richiama le diverse problematiche approfondite nello spot:Potenziali effetti: Gli indumenti ad alta visibilità aumentano la distanza dalla quale è possibile riconoscere la presenza di un ciclista su strada riducendo il rischio di incidente.In base ai risultati della ricerca, l’adozione degli indumenti ad alta visibilità può determinare una riduzione del numero di incidenti con coinvolti ciclisti stimata nel 10%. L’uso di altri dispositivi retroriflettenti o di illuminazione sulla bicicletta contribuisce ulteriormente ad aumentare la visibilità e quindi a ridurre la probabilità di esser coinvolto in un incidente stradale.Indicazioni del Codice della strada (art. 182): Chiunque viola le disposizioni dell’articolo 182 sulla visibilità da parte dei ciclisti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da euro 25 a euro 169, a seconda dell’infrazione.Leggi la scheda del MIT sulla visibilità dei ciclisti e guarda il video su Giorgia (1974 – 2016) facendo click sull'immagine. Cinque spot sulle principali cause di incidenti mortali dovuti ai comportamenti sulla strada: cinture anteriori e posteriori non allacciate, uso del telefonino alla guida, velocità e mancanza di attenzione agli altri utenti della strada, mancato uso del seggiolino per bambini, mancato uso delle luci in bicicletta. Dal 22 marzo 2016 è partita “Sulla buona strada” (#sullabuonastrada) la nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio dei Ministri rivolta a tutti gli utenti della strada. L’obiettivo è quello di mantenere alto il livello di attenzione, aumentando al contempo l’informazione diretta all’opinione pubblica sui rischi connessi all’uso dei veicoli e sull’importanza del rispetto delle norme del Codice della strada.Infatti, i dati Istat relativi al primo semestre del 2015 indicano una inversione del trend di diminuzione della mortalità in atto dal 2001 con un aumento dell’ 1,0 % del numero delle vittime, mentre confermano una diminuzione degli incidenti (-2,9%) e dei feriti (-3,8%). In particolare, fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni l’incidente stradale è la principale causa di morte. L'incremento del numero delle vittime, che si riscontra anche in altri Paesi europei come Francia, Germania e Gran Bretagna, vede allontanarsi l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime per incidente nel 2020 rispetto al 2010.“Tornare indietro è impossibile: resta sulla buona strada” è il claim utilizzato da “Sulla buona strada” 2016. Protagoniste sei persone diverse per cinque cause diverse che provocano incidenti mortali. L'obiettivo è quello di trasmettere un messaggio semplice ed efficace: la sicurezza sulla strada è responsabilità di ciascuno di noi. E ogni singolo, attraverso il proprio comportamento, è coinvolto e chiamato in causa personalmente.Per questo ogni protagonista della campagna con le proprie passioni, desideri e aspettative racconta come un comportamento sbagliato, dovuto alla distrazione o al mancato rispetto del Codice della strada, abbia influito per sempre sulla sua vita o se quella degli altri.Un'attenzione particolare è rivolta ai giovani attraverso il web e i social network: in particolare Twitter (dove ogni tweet tematico riporta l’hashtag #sullabuonastrada) e Facebook dove, per l’occasione del lancio della campagna, il MIT ha aperto una pagina dedicata (facebook.com/mit.gov.it).

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    Esercizio e tecnologie

    I malintenzionati della strada … rischi, trucchi ed inganni - il falso omaggio

    di Fraternità della Strada - Mondo X

    Molte sono le insidie per chi percorre una strada. La sicurezza stradale è certamente il rischio più rilevante che - purtroppo - non esaurisce la casistica: ci sono anche i malintenzionati. Prosegue la rubrica di Autostradafacendo realizzata grazie a Fraternità della Strada che ha fornito quei contenuti che mirano ad informare sui rischi, ma soprattutto sulle possibili contromisure preventive.Oggi affrontiamo il tema del falso omaggio. a) La tecnica: È un raggiro applicato soprattutto nei parcheggi dei centri commerciali o delle stazioni di servizio, dove vengono prevalentemente presi di mira anziani o donne sole. Uno si avvicina con un cassetta di frutta, verdura o altro e lo consegna simpaticamente alle vittime in omaggio, come se fosse una cosa da smaltire. Poi aggiunge innocentemente: le chiedo solo qualche spicciolo o frasi similari e quando la vittima estrae il portafoglio glielo sottrae e si dà alla fuga, atteso generalmente da un complice in macchina.b) Contromisure: diffidare sempre e non solo sulle strade di chi voglia fare regali o promettere vincite clamorose (da estrazioni, concorsi e simili). Ringraziare garbatamente e defilarsi!Questa pillola di accortezza stradale fa parte di una pubblicazione che ha conseguito il patrocinio di Regione Lombardia e vuole essere un piccolo contributo ad accogliere, in modo civile, le molte persone che stanno venendo a Milano per visitare EXPO 2015. Ti invitiamo a leggere anche le precedenti pillole:nr. 1 – Occhio all'Orologio! nr. 2 – Furto all’edicola o al barnr. 3 – Il finto forestieronr. 4 – L’autostoppistanr. 5 – Il finto incidentenr. 6 – La clonazione della chiavenr. 7 – La gomma foratanr. 8 – Il finto infortunato nr. 9 – Uova sul parabrezza Seguendo questo collegamento ogni volta puoi invece trovare le notizie essenziali su Fraternità della Strada, sui principali obiettivi ed i contatti.

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    Esercizio e tecnologie

    Anas e Polizia di Stato insieme per la sicurezza stradale

    di fonte ANAS

    "Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA" è il claim della campagna che ha l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli derivanti dall’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida.“Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA”. È questo il claim della nuova campagna di sicurezza stradale promossa da Anas in collaborazione con Polizia di Stato, per sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli che si corrono quando ci si distrae al volante.Il numero delle vittime sulle strade, dopo la battuta d’arresto registrata dall’Istat nel corso del 2014, con 20 deceduti in meno rispetto al 2013, è tornato a crescere. L’incidentalità rilevata nel 2015 da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri ha evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali del 2,5% (40 in più del 2014, da 1.587 a 1.627) e, soprattutto, delle vittime del 1,3% (22 deceduti in più, da 1.730 a 1.752). Sono aumentate anche le infrazioni, molte delle quali generate dalla distrazione. Tra le cause principali c’è l’utilizzo dello smartphone: 48.524 sono le infrazioni commesse nel 2015 per il mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, il 20,9% in più rispetto al 2014.Ecco perché Anas e Polizia di Stato hanno deciso di porre l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni è diventato una delle maggiori cause di incidentalità. Testimonial della campagna è La Pina, rapper e voce storica di Radio Deejay, che è anche media partner dell’iniziativa. “Non dobbiamo mai abbassare la guardia sul tema della sicurezza stradale”, ha spiegato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani. “A partire da quest’anno – ha sottolineato - abbiamo avviato un grande progetto di manutenzione della rete stradale ed autostradale sull’intero territorio nazionale per mettere in sicurezza e potenziare l’enorme patrimonio esistente, destinando oltre il 40 per cento delle risorse a questo obiettivo, con progetti come bastabuche, smartroad, le barriere salvamotociclisti. Ma sappiamo che non basta. È la relazione tra comportamento umano, mezzo meccanico e infrastrutture che determina il fattore di rischio e, stando ai dati Ocse, il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore. Ecco perché Anas si è impegnata insieme alla Polizia Stradale per diffondere la cultura della sicurezza”.Sul tema il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla ha osservato: “Le cause di questa accresciuta incidentalità vanno imputate prevalentemente a condotte di guida imprudenti e scorrette, in particolar modo alla guida distratta. Gli smartphone oggi sono sempre più multiuso, non permettono semplicemente di comunicare attraverso la classica telefonata ma ci connettono al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto e videocamere, raggiungendo il paradosso dei selfie scattati mentre si è alla guida: tutto fuorché mantenere le mani sul volante e lo sguardo fisso sulla strada. Queste azioni incidono pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.L’obiettivo della campagna, pensata per essere diffusa su web, social network e radio, è quello di parlare in modo diretto agli automobilisti, usando un linguaggio accattivante volto a far crescere la consapevolezza dei pericoli legati ad una guida distratta. Uno spot mostra le possibili gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti, usando tuttavia una forma di comunicazione leggera e ironica che non vuole impartire lezioni né fare la morale.‘Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GuidaeBasta’ è l’invito che La Pina rivolge a chi guida utilizzando lo smartphone per conversare, inviare messaggi o leggere email. A catturare l’attenzione della Pina, nel parcheggio di un supermercato, tre personaggi: una giovane mamma che parla al cellulare in procinto di salire in auto; una studentessa universitaria intenta a chattare su uno smartphone; un manager fermo al semaforo impegnato a rispondere a email di lavoro. La Pina chiede loro un passaggio a patto, però, che prima accettino di sottoporsi ad un test per dimostrare di essere affidabili. Si ritrovano all’interno di un hangar-laboratorio, dove si renderanno conto delle conseguenze che può comportare l’utilizzo del cellulare mentre si è al volante.Insieme alla campagna “Quando guidi #GUIDAeBASTA”, Anas ha presentato anche il concorso “Giovani Videomakers per la Sicurezza stradale”. Una iniziativa realizzata con l’Associazione Mondiale della Strada (AIPCR), di cui fa parte anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che invita i ragazzi dai 14 ai 20 anni, a realizzare un video sul tema della sicurezza stradale.L’app “Guida e Basta”Con la campagna nasce anche l’applicazione per smartphone “Guida e Basta”, disponibile per Ios e Android, che consente di impostare il proprio cellulare sulla modalità di guida, con la possibilità di inoltrare ad un gruppo di contatti “preferiti” un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono. L’app, infatti, blocca l’accesso alle impostazioni e consente, durante la sosta, di inviare la propria posizione geografica in modo da tenere aggiornati i contatti preferiti sull’andamento del viaggio.Social NetworkGli spot della campagna saranno trasmessi, attraverso il profilo /stradeanas, anche sui nuovi canali social dell’azienda, facebook e Instagram. Il canale twitter, già attivo sempre attraverso il profilo @stradeanas, a partire da oggi, sarà dedicato alle iniziative corporate. Tutte le notizie relative alla viabilità e all’assistenza dei clienti saranno, invece, veicolate attraverso i profili @Vaistradeanas e @clientianas. Tutte le informazioni sulla campagna “Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA” sono disponibili alla pagina guidaebasta.stradeanas.it Tutti i materiali della cartella stampa sono disponibili sul sito: clicca qui

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    Esercizio e tecnologie

    Un giorno europeo senza vittime della strada

    di European Road Safety Charter

    La Commissione europea (Direzione Generale per la mobilità ed i trasporti), congiuntamente a TISPOL (la rete europea delle polizie stradali) ha appena lanciato una nuova campagna denominata "EDWARD - European Day Without A Road Death" (ovvero "la Giornata Europea senza un morto sulla strada"). Tale giornata europea è prevista per il 21 settembre 2016, proprio durante la settimana della mobilità (16-22 settembre 2016).L'obiettivo della campagna è quello di ridurre il numero degli incidenti stradali e degli incidenti gravi in particolare sperando che possano andare a zero a partire da quel giorno.Le autorità europee invitano enti pubblici e privati, nonché la società civile in tutta l'UE a mobilitarsi per organizzare attività di sicurezza stradale/eventi/campagne in quel dato giorno o durante quella settimana.Ogni cultura della sicurezza stradale attività di promozione può essere un giorno per la sicurezza stradale, comprese le informazioni e le attività di sensibilizzazione nelle scuole e nelle aziende, workshop, conferenze e concorsi. Una mappa interattiva delle iniziative per la sicurezza stradale di quella giornata viene ospitata sul sito della Commissione europea e contribuirà a dare visibilità alle attività organizzate in tutta Europa durante la settimana.È possibile contribuire a questa campagna presentando proprie attività di sicurezza stradale previste per la settimana della mobilità 2016. È possibile farlo direttamente sul sito della campagna.È possibile avere maggiori informazioni tramite il sito della Commissione.

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    Esercizio e tecnologie

    Cinture di sicurezza - le operazioni ad alto impatto della Polizia Stradale

    di Sabrina Caiani - SINA

    La Polizia Stradale è impegnata in una pluralità di azioni atte a sensibilizzare i guidatori con informazione, educazione stradale ed infine repressione dei comportamenti illegali. Tra le "operazioni ad alto impatto" figurano anche le campagne inerenti l’uso delle cinture posteriori.Il dato preoccupante è che una ricerca del 2011 a cura dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha denunciato che solo il 10% dei passeggeri sui sedili posteriori indossa la cintura di sicurezza. Si presume che questo fatto sia adducibile a tre false credenze, peraltro destituite da ogni concreto fondamento: le persone pensano che non sia obbligatorio per legge (falso: vedi C.d.S. art. 172), il secondo perché pensano di essere più protette viaggiando sui sedili posteriori (falso: possono avvenire incidenti gravissimi vedi esempio) e terzo perché nei tragitti brevi si ritiene di non dover mettere le cinture (falso: nelle aree urbane si concentra una rilevantissima quantità di incidenti gravi). La Polizia con questo nuovo impegno vuole ribadire ai cittadini come l’abitudine a non indossare la cintura sui sedili posteriori comporti un rischio maggiore di essere sbalzati fuori dalla vettura e soprattutto in caso di presenza di airbag gli effetti possono essere molto pesanti.Per contro l’utilizzo delle cinture da parte di tutti i passeggeri riduce dell’80% l’eventualità di decesso o lesioni gravi.Nei prossimi mesi in ogni provincia del territorio nazionale per addivenire ad un risultato più concreto in termini di numeri di incidenti riconducibili a questi comportamenti errati verrà aumentato il numero di pattuglie ai posti di controllo.Questo fenomeno non colpisce solo gli adulti occorre ricordare di allacciare i bambini ai seggiolini o utilizzare gli adattatori a seconda della fascia di età perché nel loro caso devono essere tutelati da adulti consapevoli.Vedi notizia apparsa su Targato-CN sullo sviluppo dell'iniziativa in questione nella provincia di Cuneo.Vedi il confronto tra l'uso delle cinture in Italia e nel Regno Unito.

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Multimedia

Guarda le immagini raccolte dal Gruppo ASTM-SIAS e le campagne disponibili in rete

videoMother releases video of motorbike crash that killed her son - biker who died in a fireball crash

fonte: Youtube

tipologia: Testimonianze, casi reali

lingua: Inglese

categoria(e): buoni comportamenti

videoCrash test, unrestrained children

fonte: ieARB

tipologia: Campagna

lingua: English

categoria(e): veicoli

videoRICOSTRUZIONE IN 3D-DELL'INCIDENTE AUTOBUS SULLA A16 NAPOLI-CANOSA

fonte: Polizia Stradale

tipologia: Campagna

lingua: Italiano

categoria(e): rischi da evitare

videodoppio_appuntamento_manichini

fonte: N.D.

tipologia: Campagna

lingua: Inglese

categoria(e): Divertente, Giovani, Rischi da evitare

videoStayin' Alive - Lass dich nicht abschiessen

fonte: FÖDERATION DER MOTORRADFAHRER DER SCHWEIZ

tipologia: Campagna di sensibilizzazione

lingua: Inglese

categoria(e): Buoni comportamenti, Rischi da prevenire,

videoGoodhero - Episodio 01 - "Indistruttibile"

fonte: Goodyear

tipologia: Campagna

lingua: Italiano

categoria(e): Buoni comportamenti

video(VIDEO DIVERTENTE) È SEMPRE MEGLIO AVERE UN CASCO A PORTATA DI MANO

fonte: N.D.

tipologia: Campagna

lingua: Italiano

categoria(e): Buoni comportamenti, Divertente, Giovani, Rischi da prevenire

videoNEL FILMATO SI VEDE UN INCIDENTE CHE HA PROVOCATO L'INCENDIO DI MOLTI CAMION NEI ALL'USCITA DI UNSA GALLERIA

fonte:

tipologia: Amatoriale

lingua: ING

categoria(e): Autostrada, Casi reali, Drammatico, Galleria, Prefessionisti della guida

videoincidente causato dall' alcool.

fonte:

tipologia: Amatoriale

lingua: Inglese

categoria(e): Drammatico, Giovani, Rischi da prevenire

videoUN - LANCIO DEL DECENNIO SULLA SICUREZZA STRADALE

fonte: UNECE

tipologia: Campagna

lingua: Inglese

categoria(e): Città, Famiglie, Giovani, Rischi da prevenire

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