Campagna per la Sicurezza Stradale

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    Esercizio e tecnologie

    MOVE THE FUTURE: come la psicologia può aiutare la sicurezza stradale

    di Maria Rita Ciceri, Federica Biassoni, Federica Confalonieri, Carlo Alberto Meinero

    L’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, insieme con il Dipartimento di Psicologia, ha presentato il convegno internazionale “Move the Future. Le direzioni della formazione per la sicurezza, la sostenibilità e la cittadinanza” che si è svolto nelle giornate del 16 e del 17 giugno 2016 presso l’Aula PIO XI.Un convegno sui temi della sicurezza e sostenibilità che ha posto al centro il fattore umano. I lavori si sono articolati in cinque sessioni, che si sono occupate rispettivamente di simulazione e video games, norma e legalità, urbanizzazione e sostenibilità, formazione dei driver e comunicazione della sicurezza.Ai tavoli di lavoro si sono alternati relatori d’eccellenza provenienti dal mondo accademico, dal mondo professionale e dal mondo delle istituzioni. Di particolare interesse è stato il confronto tra il mondo della Psicologia del Traffico, realtà nascente in Italia, qui rappresentata dall’Unità di Ricerca dell’Università Cattolica, insieme con il Presidente dell’Ordine nazionale degli Psicologi, dott. Giardina, e il presidente dell’ordine degli Psicologi della Lombardia, dott. Bettiga, e le istituzioni che tanto a livello nazionale che regionale operano nei settori della sicurezza e della sostenibilità. Sono intervenuti rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dott.ssa Fristachi) e della Direzione Generale della Motorizzazione Civile (dott. Marianella e dott. Foresta), della regione Lombardia (dott.ssa Foresti). Erano inoltre presenti i rappresentanti delle principali associazioni di autoscuole italiane (Unasca e Confarca), Giordano Biserni, presidente di Asaps, (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, associazione da vent’anni impegnata nella promozione della sicurezza stradale), Antonio Barbato, Comandante della Polizia Locale di Milano, e Antonio Avenoso, dallo European Transport Safety Council di Bruxelles. A rappresentare il mondo delle aziende Aniasa, Sina (che ha presentato Autostradafacendo l'iniziativa di educazione stradale del gruppo Gavio), Ford e il dott. Balestra in rappresentanza dell’Associazione Sulle Regole. Gli psicologi del traffico sono stati anche protagonisti dello Psicotraffico Corner, una sezione dove diverse decine di professionisti operanti in questo ambito hanno mostrato alcuni progetti realizzati e in via di realizzazione sul territorio nazionale nelle diverse aree: dalla valutazione di idoneità dei conducenti di treno, agli interventi formativi sui conducenti di mezzi pesanti, alle attività di potenziamento di autonomia e sicurezza nella guida per anziani, allo studio del potenziamento di piacevolezza nell’uso dei mezzi pubblici.Gli interventi nelle cinque sessioni previste hanno avuto invece l’obiettivo di mettere in dialogo la ricerca scientifica con le azioni degli enti pubblici e gli interventi delle aziende e dei diversi stakeholders del settore. Solo l’integrazione tra le varie azioni, infatti, può porsi a fondamento vitale per formare alla sicurezza gli utenti della strada in un mondo in rapida evoluzione, per potenziare azioni a sostegno della legalità, della sostenibilità, dell’uso consapevole dei diversi mezzi di trasporto e delle tecnologie. Per offrire una panoramica sugli sviluppi più recenti e interessanti della ricerca a livello internazionale, sono intervenuti il prof. Richard Backs della Central Michigan University, esperto di simulazione per il training per la sicurezza, la prof.ssa Samantha Jamson, dell’Institute for Transport Studies University of Leeds, esperta di ecoguida, il prof. Mark King, della Queensland University of Technology di Brisbane, la dott.ssa Berfu Unal, dall’Università di Groeningen (Paesi Bassi). Dalle diverse realtà italiane che si occupano di ricerca a livello accademico provengono invece il prof. Tiziano Agostini (Università di Trieste), il Prof. Marino Bonaiuto (Università La Sapienza), il prof. Fabrizio Bracco (Università di Genova), il dott. Caruso (Politecnico di Milano). L’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano è stata ovviamente presente anch’essa con diverse ricerche sulla sicurezza e la sostenibilità fuori dalla scuole, sul tema dell’auto da possesso a mezzo di trasporto, sulla multiculturalità dei conducenti e sul rispetto delle regole.Il convegno ha proposto inoltre un momento di analisi e confronto sull’efficacia di strumenti di intervento consolidati e su quelli futuribili e ha presentato i vincitori di “4safe”, un contest di ricerca che ha visto partecipare ed emergere: il programma di training “Driving Skills For Life”, organizzato da Ford, così come la Drug Suit, una tuta che permette di sperimentare la guida in stato di intossicazione da stupefacenti; Sermetra con “La Nuova Guida, Patente Argento”; il Comitato Vivere meglio la città con “SiCuriamoci, la sicurezza (stradale) si impara”; Filippo Tognazzo con lo spettacolo teatrale “I Vulnerabili”, Toccafondi Multimedia con il “Safety Drive Simulator” e Yuri Tegas con lo spot audiovisivo sulla sicurezza stradale “Attenzione”. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito dell'Unità di Ricerca Psicologia del Traffico:www.unicatt.it/psicotraffico o a contattare psicotraffico@unicatt.it

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    Esercizio e tecnologie

    Sicurezza stradale: le ultime statistiche rivelano la necessità di nuovi sforzi per salvare vite umane sulle strade dell'UE

    di Commissione Europea DG MOVE

    Le statistiche 2015 sulla sicurezza stradale pubblicate oggi dalla Commissione europea confermano che le strade europee restano le più sicure al mondo, sebbene la riduzione del numero di vittime della strada abbia recentemente subito un rallentamento. L'anno scorso 26 000 persone hanno perso la vita sulle strade dell'UE, 5 500 in meno rispetto al 2010, mentre non si registra alcun miglioramento a livello di UE rispetto al 2014. Secondo le stime della Commissione, inoltre, 135 000 persone sono rimaste gravemente ferite sulle strade dell'UE. Il costo sociale (riabilitazione, assistenza sanitaria, danni materiali ecc.) dei morti e dei feriti sulle strade è stimato ad almeno 100 miliardi di euro. Violeta Bulc, Commissaria responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: "Ogni singolo decesso o lesione grave è uno di troppo. Negli ultimi decenni siamo riusciti a ridurre il numero di vittime della strada in maniera impressionante, ma l'attuale rallentamento è allarmante. Bisogna fare molto di più, se l'Europa vuole raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020. Invito gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti ad applicare la normativa stradale e ad organizzare campagne di sensibilizzazione. I costi derivanti da tali azioni sono insignificanti se confrontati ai 100 miliardi di euro che gli incidenti stradali mortali o con feriti costano alla società. Dal canto suo la Commissione continuerà ad intervenire in quei settori nei quali le sue azioni possono infondere un chiaro valore aggiunto europeo. Il futuro della sicurezza stradale sarà sempre influenzato dalla tecnologia e dall'innovazione. Nel medio e lungo periodo, ad esempio, la guida connessa e automatizzata potrebbe essere di enorme utilità per evitare le collisioni: ci stiamo adoperando per porre in essere il quadro più adatto." Nel 2015 il tasso medio di mortalità nell'UE era di 51,5 morti ogni milione di abitanti e risultava pressoché invariato rispetto agli ultimi due anni. A questo rallentamento, che ha fatto seguito ad una riduzione significativa (8%) nel 2012 e 2013, hanno contribuito numerosi fattori, tra cui una maggiore interazione, nelle nostre città, tra gli utenti della strada non protetti e quelli motorizzati. Dei 135 000 feriti calcolati nelle stime della Commissione, una proporzione importante è rappresentata dagli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti ecc.). È la prima volta che la Commissione pubblica questa cifra, poiché gli Stati membri dell'UE hanno iniziato a fornire dati comparabili e affidabili sugli incidenti stradali gravi. È il primo passo verso la ricerca di una soluzione europea al problema delle lesioni gravi.Le statistiche specifiche per paese (vedi tabella nel seguito) rivelano che il numero delle vittime della strada varia ancora sensibilmente all'interno dell'UE, sebbene questo divario si vada riducendo ogni anno. Alcuni paesi che tradizionalmente registrano buoni risultati hanno compiuto progressi più modesti, mentre tre degli Stati membri con il maggior numero di decessi per incidenti stradali hanno migliorato le condizioni di sicurezza stradale. Migliorare la sicurezza stradale nell'UE Per raggiungere l'obiettivo strategico dell'UE di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020 sono necessari ulteriori sforzi. Sono soprattutto gli Stati membri a dover intervenire, poiché la maggior parte degli interventi è realizzata quotidianamente a livello nazionale e locale: l’applicazione della normativa stradale, lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture ma anche le campagne educative e di sensibilizzazione. La Commissione europea interviene nei casi in cui esista un chiaro valore aggiunto europeo, ad esempio attraverso l'applicazione transfrontaliera della normativa sulle infrazioni stradali o la definizione di norme tecniche di sicurezza per le infrastrutture e i veicoli. La Commissione tiene continuamente sotto osservazione la situazione, incoraggia e aiuta gli Stati membri a migliorare i loro risultati attraverso lo scambio di dati, conoscenze ed esperienza e la condivisione delle migliori prassi.Nell'ultimo decennio i progressi tecnologici hanno notevolmente migliorato la sicurezza dei veicoli. I significativi passi avanti nel settore tecnologico e dell'innovazione potranno permettere in futuro di migliorare la sicurezza stradale, in particolare nel campo dell'automazione e della connettività dei veicoli. Per agevolare la transizione verso l'automazione e migliorare la gestione del traffico, la Commissione intende elaborare un piano generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti cooperativi (STI) (una comunicazione bidirezionale tra i veicoli, tra questi e le infrastrutture stradali e tra le infrastrutture stesse) nella seconda metà del 2016. Tali sistemi consentono ai veicoli di avvisare gli altri veicoli direttamente (ad esempio in caso di frenata d'emergenza) o attraverso l'infrastruttura (ad esempio segnalando lavori stradali imminenti). Per ulteriori informazioniMEMO/16/864Attività della Commissione in materia di sicurezza stradale e statistiche dell'UE sulla sicurezza stradaleBruxelles, 31 marzo 2016 AllegatoAllegatoVittime della strada per milione di abitanti - Statistiche preliminari per paese per il 2015

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    Esercizio e tecnologie

    62 morti tra i bambini, in crescita rispetto all'anno precedente

    di Sergio Dondolini - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    Più della metà dei nostri bambini viene trasportata senza la protezione dei seggiolini che sono studiati per salvare loro la vita. È esperienza comune vedere i bambini sciolti sui sedili posteriori, se non addirittura tenuti in braccio (e quindi usati come una specie di airbag) dagli adulti. Questo fatto dovrebbe scandalizzarci ed invece ci scivola a fianco nella quotidianità. Speriamo che questo spot ed anche la piccola campagna di Autostradafacendo sui bambini porti tutti noi ad essere scandalizzati da comportamenti così irresponsabili da parte dei genitori. Nel seguito una scheda che richiama le diverse problematiche approfondite nello spot:Potenziali effetti: Secondo un rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la differenza nella probabilità di sopravvivenza di un bambino nel caso di un uso corretto del sistema di ritenuta è stimata tra il 70% e l’80%. Pertanto, i bambini adeguatamente trasportati hanno una probabilità enormemente più bassa di risultare uccisi o feriti.Indicazioni del Codice della strada (art. 172): I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, devono utilizzare, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. Il mancato uso dei sistemi di sicurezza per i minori prevede una decurtazione di 5 punti patente: della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso.Leggi la scheda del MIT sui dispositivi di sicurezza per bambini e guarda il video su Luca (2010 – 2016) facendo click sull'immagine. Cinque spot sulle principali cause di incidenti mortali dovuti ai comportamenti sulla strada: cinture anteriori e posteriori non allacciate, uso del telefonino alla guida, velocità e mancanza di attenzione agli altri utenti della strada, mancato uso del seggiolino per bambini, mancato uso delle luci in bicicletta. Dal 22 marzo 2016 è partita “Sulla buona strada” (#sullabuonastrada) la nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio dei Ministri rivolta a tutti gli utenti della strada. L’obiettivo è quello di mantenere alto il livello di attenzione, aumentando al contempo l’informazione diretta all’opinione pubblica sui rischi connessi all’uso dei veicoli e sull’importanza del rispetto delle norme del Codice della strada.Infatti, i dati Istat relativi al primo semestre del 2015 indicano una inversione del trend di diminuzione della mortalità in atto dal 2001 con un aumento dell’ 1,0 % del numero delle vittime, mentre confermano una diminuzione degli incidenti (-2,9%) e dei feriti (-3,8%). In particolare, fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni l’incidente stradale è la principale causa di morte. L'incremento del numero delle vittime, che si riscontra anche in altri Paesi europei come Francia, Germania e Gran Bretagna, vede allontanarsi l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime per incidente nel 2020 rispetto al 2010.“Tornare indietro è impossibile: resta sulla buona strada” è il claim utilizzato da “Sulla buona strada” 2016. Protagoniste sei persone diverse per cinque cause diverse che provocano incidenti mortali. L'obiettivo è quello di trasmettere un messaggio semplice ed efficace: la sicurezza sulla strada è responsabilità di ciascuno di noi. E ogni singolo, attraverso il proprio comportamento, è coinvolto e chiamato in causa personalmente.Per questo ogni protagonista della campagna con le proprie passioni, desideri e aspettative racconta come un comportamento sbagliato, dovuto alla distrazione o al mancato rispetto del Codice della strada, abbia influito per sempre sulla sua vita o se quella degli altri.Un'attenzione particolare è rivolta ai giovani attraverso il web e i social network: in particolare Twitter (dove ogni tweet tematico riporta l’hashtag #sullabuonastrada) e Facebook dove, per l’occasione del lancio della campagna, il MIT ha aperto una pagina dedicata (facebook.com/mit.gov.it).

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    Esercizio e tecnologie

    Campionato di Giornalismo: "occhio alla strada" - un nuovo articolo sulla sicurezza stradale

    di Autostradafacendo – SIAS

    I ragazzi partecipanti al Campionato di Giornalismo continuano a scrivere sul tema della sicurezza stradale. Con precedenti articoli (es. 1, es. 2) vi avevamo già parlato delle scuole coinvolte nell’iniziativa, del kit Autostradopoli e dei fumetti di Autostradafacendo, intesi come sussidio didattico per aiutare i ragazzi a scrivere sul tema. Gli articoli pubblicati ci raccontano la sicurezza stradale vista attraverso gli occhi dei ragazzi e, in questo caso, dei bimbi. Ci parlano, infatti, delle loro esperienze sulla strada, dei comportamenti corretti da seguire e di come hanno imparato e stanno imparando ad essere oggi dei buoni utenti della strada e, magari, dei futuri conducenti responsabili.In questo caso sono i bimbi della classe 5B dell'Istituto Comprensivo - Primaria Collodi di Seveso (MB) che ci parlano delle loro riflessioni sulla sicurezza stradale.

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    Esercizio e tecnologie

    Il Pullman sbarca nel trevigiano

    di Fabrizio Macciò – Polstrada Genova

    Il 4 ed il 5 luglio scorsi, sulle caldissime rive di Revine Lago (TV) si è svolto il Campionato Italiano di Triathlon. La giornata di sabato vedeva protagonisti i più piccoli mentre domenica circa 1000 adulti erano al via.In questa cornice, proprio nella zona dell'arrivo e delle premiazioni spiccava anche il Pullman Azzurro della Polizia Stradale. I più piccoli, finita la gara o nell'attesa di essa, salivano numerosi in quella "sala giochi" dell'educazione stradale felici di avere le idee più chiare in testa sulla circolazione a piedi e in bicicletta.All'esterno i più grandi provavano quanto può essere pericoloso per sé e per gli altri lo stato di ebbrezza, unito alla stanchezza ed al sonno: speciali accessori indossati per affrontare un semplice percorso "stordivano" per qualche minuto il volontario di turno.Una due giorni intensa, calda, sportiva ma anche istruttiva quindi!Guarda qui e qui le foto dell’evento foto! (foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7).

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    Esercizio e tecnologie

    I margini di miglioramento – un esempio

    di Assunta De Pascalis - SINA

    Settima uscita della piccola rubrica che confronta i dati che stanno alla base della sicurezza stradale. In questa uscita vengono posti a confronto i dati italiani con quelli americani riguardo alla differenza sul calo della mortalità stradale. Secondo l’European Road Safety Observatory – Traffic Safety Basic Facts 2015 – Main Figures nel periodo 2014-2013 i morti sulle strade europee sono diminuiti da 47.149 a 26.090. Si tratta dunque di una riduzione del 44,7% e di 21.059 persone vive in più all’anno. Le autorità statunitensi ci informano che nello stesso periodo il numero dei morti è passato da 38.444 a 30.057 con una riduzione del 21,8%, in sostanza 8.387 vivi in più all’anno. La differenza in termini di riduzione dei morti tra i due subcontinenti è quindi del 22,8%. Un valore certamente significativo a favore dell’Europa.L’Italia ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di questo risultato considerando che è passata dai 6.122 morti del 2004 ai 3.385 del 2013, con una riduzione della mortalità su strada del 44,7%, pari alla media europea. Certo è che raggiungere i risultati dei paesi europei più virtuosi oltre a contribuire ulteriormente alla tutela delle vite umane sarebbe una grande soddisfazione e uno scatto di orgoglio da parte di tutti noi.  Il gruppo SIAS, impegnato da anni nella diffusione della sicurezza stradale, ha come destinatario preferenziale i giovani, a partire dai più piccoli fino alla fascia adolescenziale che è sicuramente quella più difficile da raggiungere. A questo scopo si sono tradotti i personaggi che animano la campagna dall’inizio del progetto trasformandoli da eroi a "supereroi della sicurezza stradale" e li si è fatti debuttare in occasione del calendario 2016. Qui l’articolo di presentazione del progetto.In questa pagina è riportato l'articolo del direttore editoriale di LeStrade con cui viene presentata l'iniziativa. Seguendo questo collegamento alla Rubrica Lo Spread, è possibile scaricare i pdf pubblicati a partire dal mese di settembre 2015 sull’argomento. Seguendo invece questo collegamento puoi invece leggere l'editoriale per il numero di marzo 2015 di LeStrade, articolo che ha dato lo spunto iniziale.

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    Esercizio e tecnologie

    I malintenzionati della strada … rischi, trucchi ed inganni - uova sul parabrezza

    di Fraternità della Strada - Mondo X

    Molte sono le insidie per chi percorre una strada. La sicurezza stradale è certamente il rischio più rilevante che - purtroppo - non esaurisce la casistica: ci sono anche i malintenzionati. Prosegue la rubrica di Autostradafacendo realizzata grazie a Fraternità della Strada che ha fornito quei contenuti che mirano ad informare sui rischi, ma soprattutto sulle possibili contromisure preventive.Oggi affrontiamo il tema delle uova sul parabrezza. a) La tecnica: agli incroci o agli stop di strade periferiche e isolate, specialmente nelle ore serali, un automobilista rallenta o si ferma e ad un tratto si vede arrivare un paio di uova sul parabrezza. Pensa subito "Chi è quell'idiota?" e istintivamente aziona i tergicristallo, spruzzando anche un po’ d’acqua. Quando mai! Il lunotto si riempie letteralmente di una patina che impedisce ogni visibilità. Scende per pulire e a quel punto balzano fuori i furfanti, che fanno il resto, magari fingendo di aiutarlo.b) Contromisure: in un caso come questo, occorre mantenere il sangue freddo e non azionare assolutamente i tergicristallo e, cercando di vedere attraverso gli archi rimasti puliti, allontanarsi fino a raggiungere una zona con altre persone e a quel punto potrà scendere, avvisare le Forze dell'Ordine (indicando la ove si è verificato il fatto) e quindi pulire il vetro e ripartire.Questa pillola di accortezza stradale fa parte di una pubblicazione che ha conseguito il patrocinio di Regione Lombardia e vuole essere un piccolo contributo ad accogliere, in modo civile, le molte persone che stanno venendo a Milano per visitare EXPO 2015. Ti invitiamo a leggere anche le precedenti pillole:nr. 1 - Occhio all'Orologio! nr. 2 – Furto all’edicola o al barnr. 3 – Il finto forestieronr. 4 – L’autostoppistanr. 5 - Il finto incidentenr. 6 – la clonazione della chiavenr. 7 – la gomma foratanr. 8 – il finto infortunato Seguendo questo collegamento puoi invece trovare le notizie essenziali su Fraternità della Strada, sui principali obiettivi ed i contatti.

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    Esercizio e tecnologie

    Bimbo di 5 mesi chiuso in auto - bastano 15 minuti per un collasso

    di Sabrina Caiani – SINA

    In estate il caldo, come si dice spesso, gioca brutti scherzi ma è incredibile la notizia arrivata qualche mese fa da un'area di sosta del Nord Italia, dove un padre di 42 anni aveva lasciato il figlio di 5 mesi in auto per andare a bere un caffè all’Autogrill.In questo caso, provvidenziale è stato l'intervento della polizia stradale, che era di pattuglia per un normale controllo dell’area e che, sentendo il pianto incessante di un bimbo, lo ha individuato in un’auto con i finestrini chiusi e solo un piccolo spiraglio da cui far entrare un po’ d’aria.Nel frattempo è arrivato il padre che ha candidamente dichiarato di essersi allontanato solo per un caffè, ma gli agenti hanno voluto verificare lo stato di salute del piccolo e hanno chiamato subito un’ambulanza. Il personale medico sopraggiunto ha scongiurato il pericolo di disidratazione per il bambino quello che temevano i suoi soccorritori dato che il veicolo era stato parcheggiato sotto il sole. Un genitore in queste condizioni può essere accusato di “abbandono di minore”. Questo è l’ennesimo episodio di insostenibile leggerezza nel comportamento di un adulto, comportamento che può risultare addirittura fatale a un minore. Non è retorica: probabilmente molti di voi ricorderanno il caso della bimba morta in Svizzera, perché lasciata in auto la scorsa estate. Possono bastare 15 minuti per andare in ipertermia ed avere un collasso … giusto il tempo di un caffè.Anche questo, a buon titolo, può rientrare nel cambio di marcia che sottende l'obiettivo nazionale stabilito dalle autorità italiane: “Obiettivo 2020: nessun bambino deve morire sulla strada in Italia”.

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    Esercizio e tecnologie

    Guidare per lavoro – Il telefono

    di Sabrina Caiani – SINA

    L’INRS, l’Istituto Nazionale di Ricerca e di Sicurezza per la prevenzione degli incidenti del lavoro e delle malattie professionali, è un’associazione francese che è stata creata nel 1947 con lo scopo di ridurre gli incidenti sul lavoro e prevenire le malattie professionali. Ovviamente, nell'ambito dei rischi professionali si può individuare anche il rischio stradale, quindi INRS ci propone alcuni comportamenti ed anche dei brevi video, dedicati alle persone che sono alla guida almeno per una parte del proprio impegno lavorativo. Nel video intitolato «Il telefono» vediamo uno dei protagonisti che rischia di investire un pedone perché sta utilizzando il cellulare mentre è al volante. L’altro lavoratore invece ripone il cellulare nella sua borsa prima di salire sul veicolo. Il messaggio è chiaro telefonare quando si guida distoglie l’attenzione dalla strada e può causare incidenti. Questo tema è di bruciante attualità visto che i responsabili della Polizia di Stato già qualche mese fa hanno lanciato un allarme per l'aumento degli incidenti in relazione a questo gravissimo comportamento. Anche Autostradafacendo ha affrontato questo tema con questa vignetta comportamentale.

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    Esercizio e tecnologie

    AIPCR Italia e ANAS presentano il concorso "GIOVANI VIDEOMAKERS PER LA SICUREZZA STRADALE"

    di Domenico Crocco - ANAS

    L’Associazione mondiale della strada e l’ANAS ha lanciato il 9 maggio 2016, pochi giorni fa, il concorso Giovani Videomakers per la Sicurezza Stradale. Il concorso è indirizzato a giovani sia italiani sia cittadini di altri Paesi ed ha come finalità la sensibilizzazione delle fasce più giovani della popolazione sul tema della sicurezza stradale che tanto sta a cuore alla nostra associazione e all’ANAS.Il concorso chiede la produzione di un breve video amatoriale dove il giovane racconti la sua visione della sicurezza stradale nell’ottica, in particolare, della disattenzione come principale causa di incidenti purtroppo spesso mortali. La novità del concorso è l’utilizzo del web e dei social per utilizzare un linguaggio più vicino alla fascia giovanile a cui è indirizzato il concorso. Abbiamo costruito un sito web www.thinkdrive.org e associato una pagina Facebook. Credo che l'iniziativa meriti un’attenzione particolare, vista la rilevanza sociale del messaggio che si vuole lanciare e che mira alla riduzione della sofferenza e delle morti causate dagli incidenti stradali. Guarda il video Leggi la scheda informativa.

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Multimedia

Guarda le immagini raccolte dal Gruppo ASTM-SIAS e le campagne disponibili in rete

videoIl pericolo non manda notifiche

fonte:  Istituto tecnico Amedeo Avogadro di Torino

tipologia: Progetto scolastico

lingua: Italiana

categoria(e): Rischi da prevenire

videoSpot video "Non distrarti, vivi"

fonte: Istituto di Istruzione Superiore “Lancia” di Borgosesia (VC); vincitore dell'edizione 2014 del progetto Icaro sulla sicurezza stradale

tipologia: artistico

lingua: Italiano

categoria(e): Buoni comportamenti, Rischi da prevenire, Divertente

video"Sicurezza Stradale" Armi di distruzione di massa!

fonte:  ITIS A.Avogadro di Torino  Laboratorio AvoVideo

tipologia:

lingua: Italiano

categoria(e): Rischi da prevenire, Giovani

videoLa vecchietta e l'airbag

fonte: N.D.

tipologia: Amatoriale

lingua: no audio

categoria(e): Buoni comportamenti, Città, Passeggeri, Divertente

videoJimi Crayon e Stika pitturano 16,5 metri di muro per supportare THINk!

fonte: THINK!

tipologia: Tratto da un programma televisivo o da un telegiornale

lingua: Inglese

categoria(e): Artistico, Rischi da prevenire

videoCHE PERCENTUALE HAI DI VIVERE SE FAI UN INCIDENTE IN MOTO E SEI SENZA CASCO?

fonte: GOBIERNO MUNICIPAL PEUBLA ZARAGOZA

tipologia: Campagna

lingua: Spagnolo

categoria(e): Buoni comportamenti, Città, Rischi da prevenire

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